L'America Latina a Obama: via l'embargo a Cuba

Sempre più frequenti le visite all'Avana dei Capi di Stato del continente, l'ultima quella della presidentessa argentina Cristina Kirchner<em> (nella foto con Raul Castro)</em>

E' sempre più forte il "partito" dei capi di Stato dell'America Latina che stanno iniziando a fare pressione sul neopresidente degli Stati Uniti Barack Obama per porre fine all'embargo a Cuba. L'ultima a visitare l'Avana è la "presidenta" argentina Cristina Fernandez de Kirchner, ricevuta ieri al Palacio de la Revolucion della Capitale cubana dal presidente reggente Raul Castro. Il mancato incontro con Fidel sembrerebbe confermare le voci che si rincorrono da giorni su un peggioramento della salute del Lider Maximo. L'ultima visita ufficiale di un capo di Stato argentino a Cuba risale a 23 anni fa e a maggior ragione l'assenza del Leader cubano ha destato sospetti anche a Buenos Aires. Ma al di là di queste indiscrezioni e della firma di una serie di trattati di cooperazione, la visita della presidentessa argentina ha soprattutto un significato politico. Di fatto, mentre Barack Obama giura oggi a Washington come nuovo presciente degli Stati Uniti, la Kirchner si trova nel paese più nemico degli Stati Uniti nel continente, a Cuba. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, le visite sempre più frequenti dei Capi di Stato sudamericani a Cuba vogliono chiaramente "aumentare le pressioni" su Obama in vista di una revoca dell'embargo. In effetti l'agenda di Raul Castro è più fitta che mai in queste settimane. La visita della Kirchner è stata preceduta, all'inizio dell'anno, da quella del presidente di Panama, Martin Torrijos e da quella del presidente dell'Ecuador, Rafael Correa. Nei prossimi mesi saranno all'Avana i presidenti del Messico, Felipe Calderon, del Cile, Michelle Bachelet e poi i Capi di Stato di Guatemala e Honduras. Già a dicembre 33 paesi latinoamericani avevano firmato una dichiarazione congiunta per chiedere agli Stati Uniti di allentare il blocco economico all'isola dei Caraibi. Ma le strette di mano istituzionali sono qualcosa di più, secondo El Pais. Oggi anche il presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha confermato la linea sudamericana: l'embargo Usa su Cuba "non ha alcuna spiegazione scientifica", ha chiarito nel corso del suo programma radiofonico. Lula ha quindi chiesto esplicitamente che Obama "mandi un segnale a Cuba. È importante - ha affermato Lula - che l'embargo venga revocato e che Cuba possa tornare a una vita normale come tutti i Paesi".