Ma l'America è pronta per un presidente nero?

Alcuni sondaggi danno Obama già alla Casa Bianca: se si votasse oggi
avrebbe almeno 277 grandi elettori e potrebbe raggiungere addirittura
quota 350, come Bill Clinton. Ma anche quattro anni fa di questi tempi
Kerry sembrava sicuro della vittoria e poi perse. La gara per le
presidenziali non è chiusa. Ma L’America è davvero matura per eleggere un presidente di colore? Rispondono quattro editorialisti del <em>Giornale</em>

Alcuni sondaggi danno Obama già alla Casa Bianca: se si votasse oggi avrebbe almeno 277 grandi elettori e potrebbe raggiungere addirittura quota 350, come Bill Clinton. Ma anche quattro anni fa di questi tempi Kerry sembrava sicuro della vittoria e poi perse. La gara per le presidenziali non è chiusa e infatti la media dei sondaggi, pubblicata ogni giorno dal sito di Real Clear Politics, indica una situazione di stabilità. Il candidato democratico continua ad essere in testa ma solo con un margine del 5,5%, come capita da dieci giorni a questa parte.
Al Congresso, invece, non ci sono più dubbi: i democratici vanno verso il trionfo e potrebbe scippare ai repubblicani, nella sola Camera dei Deputati, una dozzina di seggi, ampliando la maggioranza di cui dispongono. Da qui un dubbio: se il partito dell’asinello va così forte, perchè il candidato alla presidenza non riesce a chiudere la partita? E di conseguenza, un’altra domanda: l’America è pronta per un presidente nero?
Ieri il settimanale Time è uscito con una copertina choc: mostra il volto di Obama mezzo bianco e mezzo nero ed è accompagnata da un sondaggio secondo il quale gli americani non lo percepiscono nè afroamericano, nè caucasico, ma un po’ entrambi. Nella comunità nera si teme l’«effetto Bradley», dal nome del sindaco di Los Angeles che nel 1982 perse le elezioni a governatore, nonostante fosse in testa, in buona parte per le resistenze degli elettori a scegliere un nero al momento di votare».
L’America è davvero matura per eleggere un presidente di colore? Rispondono quattro editorialisti del Giornale.

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