L'America «schiaccia» Piazza Affari, giù le banche. Sbanda Fiat

Chiusura in netto calo per Piazza Affari appesantita, come le altre Borse europee, dall'incertezza degli analisti sull'efficacia del piano di stimolo da 789 miliardi di dollari approvato dal Congresso Usa. Una incertezza divenuta preoccupazione dopo alcuni dati macroeconomici che confermano l'aggravarsi della recessione: i sussidi di disoccupazione Usa hanno raggiunto il massimo storico. A Milano il Mibtel ha così chiuso in ribasso dell'1,88%, ancora peggio l'S&P Mib che ha ceduto il 2,24% tra scambi per 1,7 miliardi. Oltre la metà dei 40 titoli del listino principale hanno accusato flessioni superiori al 2%. Il titolo peggiore è stato Seat (-10,4%) che ha scontato i brutti conti 2008, l'incertezza sulla sostituzione dell'ad Majocchi e i dubbi sull'annunciato aumento di capitale da 200 milioni. Forte sbandata anche per Fiat (-4%), che ha sofferto insieme all'intero comparto dell'auto europea. Altra giornata in profondo rosso poi per banche, a partire da Intesa (-3,6%), Ubi (-3,6%), Unicredit (-3,6%) e il Banco Popolare (-2,9%). Male anche gli industriali con Pirelli che perde ancora terreno (-3,4%) all'indomani della presentazione del piano industriale. Giù i petroliferi con Saipem (-3,6%) e Tenaris (-3,5%) che soffrono per i nuovi ribassi del prezzo del greggio. In frenata anche le tlc con Fastweb (-2,7%) e Telecom (-1,8%). Tra i titoli in rialzo spicca invece lo scatto di Alleanza (+4,6%), promossa ieri dalle pagelle di alcuni analisti. Bene anche Terna (+1,5%) e Parmalat (+1%). Sul Midex acquisti massicci su Tiscali (+5,5%), mentre hanno registrato decise flessioni Indesit (-6,8%), Cir (-5,8%) e Pirelli Re (-6,3%). In calo anche le altre principali borse europee, che hanno accentuato le perdite a fine seduta sulla scia del cattivo andamento di Wall Street. Londra ha perso lo 0,76%, Parigi il 2% e Francoforte il 2,70%.