Lamezia Terme, in 7mila ai funerali dei 7 ciclisti Dibattito: immigrati, un problema o una risorsa?

Settemila persone allo stadio di Lamezia Terme per l'ultimo addio ai sette ciclisti uccisi dal marocchino drogato. Il vescovo: "Non è questo
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Lamezia Terme - "Non è questo il tempo di puntare il dito o di cadere nei luoghi comuni. Piuttosto, chiediamo al Signore di saper accogliere la sua luce che viene dall’alto". Nelle parole del vescovo di Luigi Antonio Cantafora, tutto il dolore di Lamezia Terme ai funerali delle vittime dell’incidente di domenica scorsa, costato la vita a sette ciclisti dilettanti. Lo stadio "Guido d’Ippolito" stracolmo rflette quel silenzio attonito di una città che non ha ancora accettato la strage di Chafik, il marocchino drogato che ha falciato le sette persone. 

Cinquemila persone per l'addio Cinquemila persone stipate nellostadio per dare l'ultimo addio a Rosario Perri (55 anni), Francesco Stranges (51), Vinicio Puppi (48), Giovanni Cannizzaro (58), Pasquale De Luca (35), Domenico Palazzo (46) e Fortunato Bernardi (58). Numerose le autorità civili e militari presenti, tra cui il sindaco di Catanzaro Rosario Olivo con il gonfalone della città, ed i rappresentanti di Regione e Provincia con le rispettive insegne. Presente anche il sottosegretario al ministero dell’Interno Michelino Davico che parla di "tragedia che poteva e doveva essere evitata". "Anche io sono un ciclista. A maggior ragione mi sento particolarmente vicino ai familiari delle vittime e a tutti gli amici del Cicloclub Lamezia così duramente colpiti - ha concluso Davico - dobbiamo garantire a ciclisti e pedoni una maggiore sicurezza".

Il dolore di Lamezia Terme Le bare delle sette vittime sono state disposte su una pedana azzurra al centro del rettangolo di gioco dello stadio "Guido d’Ippolito". Sui feretri, tanti fiori e le magliette dei sette cicloamatori travolti e uccisi da una Mercedes condotta da un ventunenne di origine marocchina. Un giovane giocatore della Vigor Lamezia, la locale squadra di calcio, e una ragazza presente tra le migliaia di partecipanti alla cerimonia, sono stati colti da malore nello stadio di Lamezia Terme. I due ragazzi hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici del 118 e degli operatori della Protezione Civile. A determinare il malore, probabilmente, oltre all’emozione, il gran caldo.