«L'Amore in nero», quando si diventa precari anche nella passione

Opera prima di Lucilla Noviello, «L'amore in nero» (Agra Edizioni, 125 pp. euro 14) è la cronaca schietta, ironica, introspettiva di una storia appassionata destinata a finire. <br />
E a far pensare

È un libro che scorre veloce e snello e profondo che può essere molto utile alle donne per ritrovarsi o evitare certi errori o commetterli consapevolmente o non considerarli tali. Un libro schietto, a volte crudo, a volte romantico, a volte erotico, a volte terribilmente introspettivo che si rivela utile agli uomini per capire almeno l'un per cento del complessissimo universo femminile. «L'amore in nero» di Lucilla Noviello (Agra Editore, 125 pp. euro 14) è tutto questo e soprattutto una piacevole storia d'amore che pagina dopo pagina si trasforma in un piccolo e garbato manuale per uomini e donne che hanno bisogno di capirsi di più e che magari non si capiranno mai.
È la cronaca dell'appassionata e circospetta passione di una donna per Giovanni, indaffarato e misterioso e forse solo banalmente uomo. È la storia di un amore precario, a tempo determinato in quest'Italia dei mestieri precari - da qui il titolo «L'amore in nero» -, che proprio come un lavoro in nero non offre assicurazioni, certezze, tantomeno una durata. Una passione vissuta e raccontata con molta intelligente ironia. «Ho avuto molti amori» si svela la lei narrante senza nome. «Quando mi chiedono quante volte mi sono innamorata uso il mio famoso concetto di verità, cioè mento». E ancora: «Non davo mai il meglio di me con Giovanni ed il peggio era che me ne rendevo conto e non sapevo come rimediare. Ogni volta mi dicevo che la prossima volta sarei stata fantastica e intelligente...».
Si legge in un soffio e poi... poi si riflette a lungo.