Lampadari a medusa per Raf

Stasera via libera alla «Metamorfosi» di Raf, in concerto a Genova al Teatro Politeama. Ne è passato di tempo dal 1983, quando Raf esordì con «Self control», brano dance che ha scalato le classifiche di mezzo mondo. Oggi l'artista pugliese, può vantare ben venticinque anni di carriera. Per la nuova tournée, «Metamorfosi Tour 2009», omonima all'ultimo cd, Raf ha voluto una scenografia teatrale composta da numerosi lampadari a medusa, e sotto le luci lui e la sua musica.
Le sue canzoni sono scritte e arrangiate con il suo stile unico, in grado di affiancare alla genialità tutta italiana delle aperture melodiche, arrangiamenti, groove e metriche di respiro internazionale. Metamorfosi parla del fluire della vita, dello scorrere del tempo, e della capacità di vivere tutto questo con un' apertura d'animo in grado di abbracciare la gioia come il dolore, il bene come il male. Canzoni come la title-track, «Non è mai un errore» e «Lacrime e fragole» che sono dei veri manifesti di questo pensiero, e testimoniano la capacità di Raf di saper trattare come pochi altri, in musica, argomenti e sentimenti che hanno molto di ineffabile e raramente si fanno catturare in canzoni senza retorica. L'album parla di cose importanti, relegate dal clamore del quotidiano dietro l'angolo di una continua diretta in cui si celebra spesso il momento invece dell'approfondimento, e offre anche alcune attente annotazioni di carattere sociale: così «L'era del Gigante» - il riferimento cinematografico è proprio al film di George Stevens «Il gigante», del 1956, con James Dean - è uno spaccato sulla fine del lato violento del sogno americano, oggi ridotto a «un brutto sogno delirante». E «Ballo» inserisce sullo sfondo di una descrizione «muscolare» della danza alcuni elementi («…è un messaggio a due cuori in ostaggio di popoli in guerra, ostili, rivali, distanti sulla stessa terra…») che suonano come un riferimento alle guerre di religione e a come possa essere soltanto l'uomo, nel suo offrirsi come essere che ama, l'unica soluzione all'odio.
Metamorfosi vede Raf affiancato dalla band con cui suona dal vivo che ha impegnato anche nelle registrazioni delle nuove canzoni. Per scriverle Raf ha voluto la collaborazione di firme del calibro di Saverio Grandi (autore per Stadio, Vasco Rossi) e Pacifico, che già aveva collaborato con lui in un brano del precedente «Passeggeri distratti». C'è anche spazio per una nuova entrata, a sorpresa, ed è quella della moglie di Raf, Gabriella Labate, che ha contribuito proprio al testo di «Metamorfosi», la canzone che, insieme ad «Ossigeno», ha dato il via alla fase di scrittura dell'album.