Lampard: addio Chelsea Ma è guerra dei blues

Il club: &quot;Frank rispetterà il contratto&quot;. La trattativa però non è chiusa. <strong><a href="/a.pic1?ID=275010" target="_blank">Per Adebayor vertice Galliani-Wenger in Costa Azzurra</a></strong>. L'Arsenal vuole 30 milioni

Londra - Si va verso lo scontro tra Chelsea e Frank Lampard. Nonostante le rassicurazioni di Luiz Felipe Scolari, e il comunicato di martedì del Chelsea che negava qualsiasi offerta da parte dell'Inter, il centrocampista inglese ribadisce la volontà di andarsene ma la società minaccia di impugnare il contratto. Che sia una banale strategia per alzare le richieste, o una reale scelta di mercato quella dei Blues, è ancora presto per saperlo. Certo è che nelle ultime 48 ore l'atteggiamento del club londinese nei confronti di Lampard, e di riflesso verso l'Inter, è cambiato radicalmente. Si è irrigidito.

Nel giorno della presentazione di Scolari alla stampa, la doppia rassicurazione, della società e dello stesso tecnico: Lampard non si muove, è felice di restare a Londra, giocherà con la maglia dei Blues ancora per molti anni. È bastata la rettifica del procuratore del giocatore Steve Kutner («Non ci sono i presupposti per un nuovo contratto») per sparigliare il tavolo. Nel frattempo ecco il rilancio dell'Inter, anticipato dalle parole di Massimo Moratti. Ora sono più di 10 (non più 8,5) i milioni di euro pronti per portare a San Siro il centrocampista della nazionale inglese, una cifra accettabile per il club di via Durini essendo appunto Lampard in scadenza di contratto. Un'offerta questa volta confermata anche da Peter Kenyon, direttore generale del Chelsea, che però assicura non porterà ad alcun successo, nonostante il colloquio avuto con il giocatore alla fine dell’allenamento di martedì, quando Lampard ha espresso la sua ferma intenzione di dire addio al Chelsea esprimendo anche il proprio risentimento per le parole di Scolari in conferenza stampa. In pratica il colloquio con il nuovo tecnico - tra l’altro secondo il giocatore riportato in maniera errata - era riservato e tale doveva rimanere.
Ma Kenyon non è apparso intenerito: «La situazione è in continuo divenire. Abbiamo più volte ribadito che vogliamo che Frank resti con noi, e gli abbiamo presentato da tempo un'offerta. Questa proposta ovviamente è ancora valida. Frank comunque ha ancora un anno di contratto, e comunque vada dovrà rispettarlo, anche a costo di perderlo a parametro zero. Manteniamo ancora le speranze di raggiungere un accordo, ma qualora non trovassimo un'intesa, il giocatore starà qui fino alla scadenza. Il Chelsea è sempre stato chiaro anche con l'Internazionale che ha inviato la sua offerta. Verrà rifiutata».

Secondo alcuni tabloid il futuro di Lampard - scaricato da Roman Abramovich ma ritenuto indispensabile da Scolari - avrebbe creato le prime frizioni con il nuovo tecnico. «Contrariamente a quanto si è letto sui giornali Felipe non è mai intervenuto, né ha fatto pressioni, sul contratto di Frank. Non è minimamente in contrasto con il club e non ha chiesto di rivedere l'offerta al giocatore», la smentita di Kenyon. In questi giorni Lampard, in rigoroso silenzio stampa, si sta allenando con i compagni nel ritiro di Cobham in attesa di scoprire il suo futuro. Qualora il Chelsea decidesse davvero per il pugno di ferro, costringendolo ad andare in scadenza, già a gennaio Lampard potrebbe firmare - come da regolamento Fifa - un precontratto con l'Inter, trasferendosi gratis nel giugno 2009 a Milano. Più probabile, viceversa, l'inizio di una trattativa - che per svariate ragioni dovrà concludersi in tempi relativamente brevi - tra Chelsea e Inter. Un'ipotesi suffragata dalle parole del vice di Josè Mourinho, Giuseppe Baresi, nient'affatto stupito dal primo «no» del Chelsea.

«In tutta sincerità non seguo in prima persona le vicende di calciomercato. Ma credo che la trattativa sia ancora aperta. Mourinho ha detto che la società farà di tutto per accontentarlo», ha spiegato Baresi. E si sa quanto Mourinho conti su Lampard, soprattutto ora che Deco, altro pupillo del portoghese, si è accasato proprio allo Stamford Bridge.