Lampedusa, proteste al cpa: tentati 10 suicidi

Almeno dieci
immigrati ricoverati la notte scorsa al poliambulatorio di
Lampedusa dopo avere ingoiato lamette e bulloni. Alcuni di
loro hanno tentato il suicidio impiccandosi con gli
indumenti. I clandestini protestano per l’imminente
rimpatrio deciso dal ministro Maroni

Lampedusa - Almeno dieci immigrati ricoverati la notte scorsa al poliambulatorio di Lampedusa dopo avere ingoiato lamette e bulloni. Alcuni di loro hanno tentato il suicidio impiccandosi con gli indumenti. Uno di loro è stato trasferito d’urgenza a Palermo con l’eliambulanza del 118 a causa di profonde ferite alla trachea. Gli extracomunitari protestano per l’imminente rimpatrio deciso dal ministro dell’Interno Maroni. Ieri sera un gruppo di tunisini ha cominciato lo sciopero della fame.

Il sindaco: "Situazione insostenibile" "La situazione a Lampedusa è ormai insostenibile: per questo motivo giovedì sarò a Bruxelles, con una delegazione di amministratori, per incontrare il commissario europeo alla Giustizia Sicurezza e Libertà Jacques Barrot", ha detto il sindaco dell’isola, Dino De Rubeis, criticando "l’accanimento del governo nel volere trasformare il cpa in un Centro di identificazione ed espulsione". "Noi vogliamo invece che all’interno della struttura via siano pace e serenità e soprattutto che vengano garantiti i diritti dell’uomo". I problemi legati all’assistenza sanitaria dei tunisini che hanno compiuto gesti di autolesionismo vengono sottolineati dall’assessore comunale alla salute, Antonio Mirabella, che è anche un medico del poliambulatorio.

Il centro di formazione Proprio sull'isola nascerà un centro di formazione per immigrati. È l’iniziativa che il ministero dell’Interno ha programmato dopo le visite di Roberto Maroni nei paesi del Nordafrica. Una iniziativa che ha il doppio scopo di "offrire una nuova opportunità produttiva nelle Pelagie - spiega una nota della Polizia di Stato - e dare la possibilità ai clandestini che sbarcano di imparare un mestiere nell’attesa del completamento delle procedure di identificazione ed espulsione". A questi si affiancheranno coloro che si occuperanno invece delle attività di supporto che andranno dalla pulizia alla manutenzione delle attrezzature. La responsabilità del progetto fa capo alla segreteria del programma operativo nazionale sicurezza di cui il prefetto, Nicola Izzo, vice capo vicario della Polizia è autorità nazionale di gestione. Per l’iniziativa si utilizzeranno i fondi che l’Ue ha messo a disposizione: si tratta di 1.16 miliardi di euro da spendere fino al 2013 per Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. "Da questi fondi - prosegue - saranno acquisite le risorse per questo innovativo progetto per Lampedusa". Izzo, illustrando l’iniziativa, sottolinea che gli stanziamenti europei "sono riservati per una parte al miglioramento e aggiornamento dei sistemi tecnologici per l’altra a progetti di inclusione sociale e alla diffusione della legalità, con lo scopo di gestire l’impatto sociale del fenomeno immigrazione ed agevolare il rientro in patria degli extracomunitari arricchiti almeno dai rudimenti di un nuovo mestiere".