Lampedusa: sbarcati 240 clandestini, barcone soccorso nella tempesta

Ancora uno sbarco nell'isola, una motovedetta della Guardia costiera è riuscita portare il barcone in difficoltà fino al molo di punta Favarolo. I clandestini trasferiti nel Cie dove sono ospitate 770 persone. Il sindaco De Rubeis: carenze per l'assistenza sanitaria. <a href="/a.pic1?ID=339958" target="_blank"><strong>Ancona: si nasconde sotto un Tir, muore schiacciato </strong></a>

Lampedusa - Un barcone con 240 immigrati clandestini tra i quali 10 minori e 40 donne sono stati soccorsi questo pomeriggio a sud dell’isola di Lampedusa. L’imbarcazione era stata segnalata alla capitaneria di porto mentre era in grosse difficoltà nel Canale di Sicilia particolarmente agitato. In soccorso, nonostante le proibitive condizione marine, è salpata la motovedetta Cp408-Grabar che è riuscita a portarli fino al molo di punta Favarolo. I clandestini stremati, sono stati soccorsi e trasferiti nel Centro di identificazione ed espulsione di Contrada Imbriacola. Nella struttura di accoglienza sono adesso ospitate 770 persone, molte delle quali richiedenti asilo. Secondo il sindaco dell’isola, Dino De Rubeis, un centinaio di ospiti, tutti tunisini, starebbero creando problemi nel Cie.

"Sei o sette donne incinte alcune delle quali in gravi condizioni con le flebo attaccate vengono assistite buttate in mezzo alla polvere e sull’asfalto", denuncia il sindaco. "I medici della Società 'Lampedusa accoglienza' lavorano con molta professionalità - dice - ma qui a Punta Favarolo c’è una sola ambulanza che fa avanti e indietro con il poliambulatorio. Ho visto una donna moribonda, con la flebo attaccata, attendere in mezzo alla polvere e sull’asfalto di essere trasferita. Qui fino a qualche tempo fa - ricorda - c’era una ambulanza di Medici senza frontiere che evitava che ciò accadesse". De Rubeis sottolinea che "non è possibile che sull’isola ci sia tanto personale delle forze dell’ordine a livello esagerato, e pochi medici per il primo soccorso. Faccio appello - conclude - al prefetto di Agrigento e al ministero perché anche questo molo vengo attrezzato con un’adeguata struttura sanitaria".