Lampedusa scoppia: 12 sbarchi in 36 ore

Gaetano Ravanà

da Agrigento

«Adesso da qui non passa più nessuno. Non possiamo continuare a fare entrare chiunque, l’immagine dell’isola è rovinata, turisti se ne vedono sempre di meno e lo Stato fa finta di nulla». È arrabbiatissima Angela Maraventano, la pasionaria di Lampedusa, appartenente ormai da tre anni alla Lega nord, che ieri si è armata di ombrellone e sedia e si è piazzata sul molo di Favaloro, proprio dove attraccano le imbarcazioni delle forze dell’ordine dopo aver soccorso le «carrette del mare» con gli immigrati.
Anche ieri a Lampedusa è stata una giornata caratterizzata da sbarchi di clandestini. Nelle ultime 36 ore si sono contati dodici sbarchi per complessivi 500 arrivi che, sommati a quelli dei giorni precedenti, hanno portato il Centro di permanenza temporanea dell’Isola, che consta di 190 posti, al collasso. Al momento, all'interno della struttura ci sono circa mille persone. In serata sono cominciati i ponti aerei e navali per trasferire gli immigrati in altri centri: Crotone, Trapani e Caltanissetta. «Non sappiamo più cosa fare - dice il sindaco Bruno Siragusa di Forza Italia - il governo deve intervenire per arginare questo fenomeno. L'immagine di Lampedusa sta subendo un duro colpo».
Da isola felice a porta illegale d'ingresso in Europa. Il mare calmo di quest'ultimo periodo sta favorendo gli arrivi. I barconi partono giornalmente dalle coste libiche e tunisine e alcune arrivano addirittura fino all’interno del porto senza tuttavia essere notate.
Nella prima mattinata di ieri, dieci tunisini, giunti a Lampedusa con un piccolo natante, sono stati visti e fermati dalle forze dell'ordine, mentre chiedevano delle sigarette e qualcosa da mangiare agli abitanti della località Ponente che dista due chilometri dal centro abitato. Le motovedette della Guardia costiera e della Capitaneria di porto sono sempre in navigazione per soccorrere i barconi.
Ieri mattina l'intervento più difficile. Trentuno immigrati sono stati soccorsi a 20 miglia da Lampedusa dalla Guardia di Finanza, dopo che uno di loro aveva chiesto aiuto con un telefono satellitare a un parente che vive a Roma. Questi aveva dato l'allarme ed erano subito partite le ricerche che si sono concluse con l'individuazione del natante. Tra gli extracomunitari a bordo, anche una donna. L'intervento delle forze dell'ordine è stato decisivo, perché il piccolo natante imbarcava acqua da qualche minuto.
I militari italiani attendono i rinforzi promessi dal governo tedesco per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina. Al momento soltanto due funzionari sono arrivati dalla Germania ad Agrigento, e peraltro solo con compiti di consulenza.
I due inviati di Berlino si sposteranno sull’isola la prossima settimana. Si tratta di un «segno di solidarietà europea», scrive il ministro dell'Interno tedesco Wolfgang Schaeuble in una lettera a quello italiano Giuliano Amato.