Un lampo di Adriano E l’Inter torna in corsa

Ma i nerazzurri sciupano troppo. Ripresa terribilmente brutta. Infortunato Recoba

Gian Piero Scevola

da Milano

Uno dei tanti misteri gaudiosi del nostro calcio è rappresentato dall’Inter che, potenzialmente inarrestabile, ha il potere sadico di far soffrire i propri tifosi fino all’ultimo secondo del recupero. Perchè l’Inter non è una squadra normale, è un gruppo di gente che gode a farsi del male e a far impazzire quelli che le vogliono bene. Già, perchè riuscire a battere l’Ascoli appena 1-0, dopo aver sprecato più di un’occasione favorevole, questa è proprio un peccato mortale. Adriano, Martins, Recoba (il Chino si è fatto male e dovrà saltare Glasgow e derby) hanno avuto sui piedi le palle giuste; anche Cambiasso e Stankovic, ma solo la punizione di Adriano è andata a segno.
Male oscuro? Poca concentrazione? Scarsità nei fondamentali? Tutte le ipotesi sono plausibili, il fatto è che questa Inter, fortunatamente già qualificata in Champions, si avvicina al derby con non pochi problemi. E pensare che il gruppo c’è, bastava vedere come i nerazzurri incitavano Adriano dopo qualche suo errore, come gli battevano le mani per evitargli lo scoramento. Solo che, alla fine, sono state un po’ troppe le conclusioni mancate dal brasiliano, intestarditosi a cercare la conclusione personale con rabbia ed eccessivo nervosismo. Ma i compagni di ruolo non gli hanno dato una gran mano, in particolare Martins, in evidente fase di involuzione: lo scatto c’è sempre, ma i pasticci con il pallone sono sempre più frequenti. Si sa, la tecnica non è una delle doti di Oba Oba. Come quando al minuto 90 dal limite, tutto solo, spara a lato: meglio dimenticare e stendere un velo pietoso.
Se poi ci mettiamo anche il regista Veron, più interessato ad evitare il cartellino giallo per non saltare il derby che a dare concretezza alla squadra, allora quest’Inter ha ancora tanto da fare per poter essere una rivale concreta di Juventus e Milan. Certo, i tre punti sono arrivati, la distanza dai rossoneri s’è ridotta, il derby potrebbe anche portare al sorpasso.
Tutte belle speranze. La realtà è che Adriano non è ancora ritrovato, che Figo è un bell’equivoco tattico (e poi gioca quasi sempre da fermo) e qualcun altro deve ancora crescere, e di molto. Il gol della vittoria è arrivato su punizione, ma le reti mancate da Stankovic, Adriano, Cambiasso e «sciagura» Martins avrebbero potuto far passare più tranquillamente la serata al popolo nerazzurro. E a Roberto Mancini, costretto invece a soffrire fino alla fine. E uscito da San Siro scuro in volto come se avesse perso il portafoglio con lo stipendio in contanti dentro.