Un lampo negli occhi e via alla roulette russa

V ezzali, Trillini, Granbassi, la classifica di tutti era già pronta. Tre semifinaliste nostre. Chapeau! Ma tanto si sa come andrà a finire! Margherita sarebbe stata la regina della bellezza, le altre due le regine del fioretto. C’eravamo divertiti vedendo lo spogliarello in corsa di Andrea Magro: ct d’accordo, ma con un debole per Margherita. Lei era stata più brava, che seducente, infilandosi fra le grandi con un ultimo assalto da cuore in gola. Lui aveva festeggiato correndo via dalla pedana, liberandosi di tutto: tuta, maglietta, strizzate di sudore. Ma era un segnale, una sorta di strombazzante richiamo: attenti, qui ci scappa la sorpresa. Non ci ho creduto finché non ho visto quell’ultimo assalto, quella roulette russa nella quale Margherita e Valentina Vezzali si sono giocate il titolo di campionessa del mondo. La Granbassi era in giornata, ma la Vezzali una tigre che non molla mai. Però c’è stato un attimo, quell’attimo in cui mi è sembrato di vedere gli occhi di ghiaccio di Margherita. Era immaginazione, ma è bastato per capire. Eppoi, passato l’attimo, arrivata a segno la stoccata, è comparso lo sguardo della Vezzali dove si specchiavano la felicità estrema della Granbassi e la delusione di una campionessa poco abituata a perdere. Margherita ci aveva regalato non una, ma due facce da ricordare.