L'anagramma rivela: Pierferdy e Gianfry...

Alcuni lettori del Giornale farebbero molto comodo in redazione. Michele, età imprecisata, è uno di loro e ci ha scritto da Rovereto. Dev’essere un appassionato di enigmistica, perché ci ha proposto una ridda di anagrammi dei politici, uno più divertente dell’altro. Michele Santoro diventa «è tarlo meschino»; Rocco Buttiglione è «un clerico bigotto», e certo tanto torto il nostro lettore non ha. Ma il meglio deve ancora arrivare. Chi l’avrebbe mai detto che anagrafando il nome del leader Udc Pier Ferdinando Casini viene fuori una frase che sa di profetico: «Se andrai con Fini, perdi». L’ex presidente della Camera, anche per scaramanzia, è avvertito. Ma l’ultimo anagramma è spettacolare. Scomponendo e ricomponendo i nomi del leader Fli Gianfranco Fini e quello della sua compagna Elisabetta Tulliani (32 lettere in tutto) viene fuori uno slogan che è la fotografia perfetta dell’affaire dell’anno, il caso Montecarlo: «Una casa al fratellino: i fitti benigni». I latini dicevano nomen omen, cioè il nome è un presagio di quello che sarà il nostro destino. Ah, la saggezza degli antichi...