Lanci lunghi e poi il caos: l’estetica non è un optional

Il giorno che non facesse più l’allenatore, Mourinho avrebbe un futuro assicurato da esperto nel mondo della comunicazione. Al fischio finale di Inter-Samp s’è complimentato con i giocatori blucerchiati, ma ha anche polemizzato con l’arbitro Orsato («Lei non ha rispettato la professionalità dei miei giocatori») e la Sampdoria «capace solo di fare ostruzionismo per difendere il fortunato vantaggio dell’andata». Gli è bastato pochissimo, a Mou, per allontanare da sé e dai suoi l’onta della mancata qualificazione alla Coppa Italia. C’è chi ha metabolizzato le sue parole, e chi invece ha replicato di brutto. Come Walter Mazzarri da San Vincenzo, pigmalione della squadra cara al petroliere Garrone: «Ma quale partita ha visto Mourinho? Se c’è una squadra che ha cercato di fare gioco, palla a terra, e che ha sfiorato il gol in almeno 4 circostanze, questa è stata a Samp. L’Inter non ha gioco, non ha schemi, o meglio ne ha uno solo: palla lunga a Ibrahimovic».
Con tutto il rispetto per il tecnico portoghese, che in carriera ha vinto di tutto, il suo dirimpettaio dell’altra sera ha ragione da vendere. Cosa sarebbe dell’Inter se non avesse Ibrahimovic? La sua manovra, così elementare da apparire ovvia, si fonda sulla forza fisica degli attaccanti, e dello svedese in particolare, per scardinare le difese avversarie. Ma non sempre basta allo scopo. Se poi gli esterni del tridente aspettano il pallone accanto alla linea laterale, fermi come baccalà, il quadro è fatto. È vero che giovedì sera l’Inter poteva segnare 4-5 gol, ma è altrettanto vero che ne ha rischiati di prenderne almeno 3, basta ricordare le due paratissime di Julio Cesar e il rinvio di Maxwell proprio sulla linea di porta. Gli uomini di Mazzarri hanno meritato la finale perché al Meazza hanno giocato meglio di quanto abbiano fatto i nerazzurri a Marassi, dove hanno incassato 3 reti da bamba senza mai sollevare la testa. In questo paradigma può sintetizzarsi il verdetto della semifinale. Altro che arbitro.
L’organico dell’Inter è di prim’ordine, ma di bel gioco la Beneamata ne ha offerto solo a sprazzi in questa stagione, sicuramente meno che in passato. L’estetica non è un optional, o almeno lo è fino a certo punto. Monica Bellucci è bellissima anche a 40 anni passati, se poi a Mourinho non piacciono le ragazze prosperose è un altro discorso...