L'Anci rompe con il governo: "Dpef insoddisfacente"

I sindaci chiedono un
incontro straordinario con l’intero Consiglio dei ministri per rilanciare il rapporto con il
governo e il dibattito sulle principali emergenze della città<br />

Roma - È rottura tra l’Associazione nazionale die comuni italiani (Anci) e governo. I sindaci «profondamente insoddisfatti» dei rapporti con l’esecutivo, del Dpef, del decreto legge sull’uso degli avanzi di amministrazione e del federalismo fiscale hanno deciso oggi, durante il comitato direttivo dell’Anci, di sospendere le relazioni istituzionali con il governo e ritirare le delegazioni Anci d tutti i tavoli di concertazione istituzionali aperti, a partire dalla conferenza Stato-Città ed Autonomie locali e dalla conferenza unificata. Una forma di forte protesta che, come ha spiegato il presidente dell’Anci Leonardo Domenici in una conferenza stampa convocata dopo il direttivo, ha l’obiettivo di chiedere un incontro straordinario con l’intero Consiglio dei ministri per rilanciare il rapporto con il governo e il dibattito sulle principali emergenze della città.