An lancia il capolista De Corato e in Regione vuole scuse ufficiali

Il vicesindaco soddisfatto: «Me lo hanno chiesto in tanti, anche qualcuno di sinistra»

Giannino della Frattina

Nessuna crisi in Regione, ma una pausa di riflessione e la conferma dell’autosospensione dei propri rappresentanti dalle riunioni della Cdl e dai lavori del consiglio regionale finché gli alleati non presenteranno scuse ufficiali. Alleanza nazionale smorza i toni, ma pretende un atto formale degli alleati dopo l’esclusione di Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione, dalla terna dei grandi elettori che la Lombardia invierà a Roma per scegliere il prossimo presidente della Repubblica. E, intanto, annuncia che sarà Riccardo De Corato, onnipresente vicesindaco nei nove anni della gestione Albertini, il capolista alle elezioni amministrative del 28 e 29 maggio.
Due decisioni attese e prese ieri pomeriggio durante il coordinamento regionale del partito guidato da Cristiana Muscardini e Ignazio La Russa. «Noi - sottolinea La Russa - abbiamo ritenuto di non aver bisogno di apporti esterni, di dover sottolineare la grande continuità con larga parte del progetto politico di Albertini, pur con qualche cambiamento come ad esempio sul traffico». Ovviamente soddisfatto De Corato. «Dieci anni di opposizione - ricorda - e nove di governo sono tanti. Forse mi sarei meritato un po’ di riposo. Ma mi ricandido perché in tanti me lo hanno chiesto. Milanesi di destra e perfino qualcuno di sinistra che mi hanno scritto e telefonato dicendomi che si fidano di me e che Milano ha bisogno del mio lavoro e della mia esperienza».
Più spinosa la questione dello strappo di giovedì al Pirellone con la contestata elezione dei rappresentanti della maggioranza Giancarlo Abelli (Fi) e Stefano Galli (Lega) come delegati lombardi per l’elezione del capo dello Stato. «La nostra sospensione durerà finché questa vicenda non sarà chiarita in un modo o nell’altro», scandisce bene Ignazio La Russa che pretende «un atto di resipiscenza e le scuse per Viviana Beccalossi». Nessuna volontà di scontro, ma una condizione per «ripartire con gli alleati più forti di prima». «Fi e Lega - ricorda - hanno ritenuto di decidere subito, escludendo sia in Veneto che in Lombardia An. Vogliamo far capire che il nostro amore per la coalizione non può essere scambiato per debolezza e quindi vogliamo riflettere su quali siano all’interno della coalizione non solo i diritti, ma anche i doveri. Noi sappiamo bene che esistono dei doveri, vorremmo che se ne ricordassero anche gli altri. Poteva venire fuori anche che An rinunciasse. Non è una poltrona questa, è una presenza, ma non poteva accedere in questo modo».
Una posizione condivisa anche da Cristiana Muscardini che parla di scortesia istituzionale di Fi, Udc e Lega «dovuta a un’attenzione maggiore per i propri interessi di parte rispetto a quelli della coalizione». «Qualche volta - aggiunge - i partiti fanno degli errori. Agli altri spetta ricordarglielo, ma credo che chi ha sbagliato lo riconoscerà».