Lanciando un sasso provano a demolire l’idea della Gronda

Un sasso lanciato contro le vetrate della sede di Urban Center e una scritta sul muro di fronte all’ingresso, «No Gronda». Facinorosi, millantatori, atto intimidatorio o, addirittura, goliardata? Genova si interroga su quello che è accaduto ieri nella tarda mattinata fuori dagli uffici comunali di via Mascherona, residenza che ospita non solo l’Urban Center ma, appunto, anche la commissione che coordina il dibattito pubblico sulla Gronda. Nel buco creato dal lancio della pietra è stato versato anche del liquido infiammabile.
Tutto in pieno giorno, erano le 10.30 del mattino, senza che nessuno vedesse niente. Anche la scritta, giurano i dipendenti, alla mattina all’ora dell’entrata in ufficio non c’era. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Digos e della polizia scientifica, c’è chi subito ha ricondotto l’episodio ai comitati che stanno manifestando contro la Gronda sia a Ponente sia in Valpolcevera ma ad escludere un’opportunità del genere è l’assessore comunale Andrea Ranieri: «Con i comitati durante il dibattito pubblico abbiamo sempre avuto un confronto aspro ma corretto che non ci ha mai fatto pensare che si potesse trascendere ad atti di questo genere -dice Ranieri che in questi giorni è impegnato a Istanbul-. È una provocazione che faccio fatica a comprendere».
Anche il sindaco Marta Vincenzi è intervenuta sul lancio del sasso: «È un episodio molto brutto. Tenderei a pensare ad una frangia impazzita, o a qualcuno che cavalca questo tipo di cose». Esprimendo, poi, solidarietà ai dipendenti comunali che hanno subito l’atto intimidatorio la Vincenzi ha precisato che «le forze politiche contrarie alla realizzazione della Gronda hanno già preso le distanze da questo gesto». Infatti, a poche ore dall’episodio, Rifondazione Comunista, da sempre contraria ad ogni ipotesi di tracciato della Gronda di ponente ha comunicato il proprio «sdegno e la più ampia solidarietà ai lavoratori e ai cittadini coinvolti e rimasti per fortuna illesi. Riteniamo che il movimento contrario alla Gronda -dichiarano Vittorio Agnoletto, Antonio Bruno e Paolo Scarabelli-, che si è creato e che sta lottando con forme democratiche e partecipate (anche all’interno del debàt public attualmente in corso), non possa avere nulla a che fare con quanto successo, e che, al contrario, da tali azioni sconsiderate possa solo essere danneggiato».