Lanciano sassi da cavalcavia colpiscono l’auto di un agente

Il poliziotto ha inseguito i vandali ed è riuscito a bloccarne uno. Ma il resto della banda lo ha aggredito con calci e pugni

Clero Bertoldi

da Perugia

Lanciano un sasso dal cavalcavia in piena notte e, per di più, aggrediscono l'automobilista - un poliziotto libero dal servizio che tornava a casa - che si era fermato e aveva tentato di bloccare uno dei teppisti. Il giovane non era solo: dal buio della notte sono sopraggiunti altri teppisti che hanno accerchiato l'automobilista e lo hanno pestato ben bene, mandandolo in ospedale. Poi sono fuggiti.
Torna l'incubo dei sassi, a Perugia. Con una azione che si è concretizzata ieri notte, alle 3. I ragazzi si erano piazzati sul cavalcavia di Lidarno, sulla E45, la superstrada che taglia l'Umbria in perpendicolare e che collega Roma a Cesena, all'altezza di Ponte Valleceppi. La pietra ha colpito una Daewoo sulla quale viaggiava, appunto, un poliziotto della questura di Perugia, che smontato dal servizio e in borghese, se ne stava tornando a casa. Il sasso ha colpito il parabrezza sul lato passeggero. L'automobilista ha subito realizzato quanto era successo e riuscito a non perdere il controllo della vettura e, con grande tempestività, ha imboccato, contromano, la rampa di accesso al cavalcavia per cercare di bloccare i teppisti. Ed era riuscito nel suo intento: ha sorpreso, infatti, un giovinastro, probabilmente l'autore del lancio, visto che a quell'ora di notte, in giro non c'era praticamente nessuno.
Il giovane ha tentato di resistere, ma sarebbe stato sopraffatto. Solo che dal buio (una vettura era parcheggiata poco distante) sono sbucati altre tre-quattro energumeni, che hanno letteralmente messo in mezzo l'automobilista. Lo hanno pestato a sangue, tanto da rompergli il setto nasale e lo hanno lasciato a terra dolorante. Addirittura lo hanno sollevato spingendono fuori del guard-rail e facendolo rotolare in un fosso.
Prima di scappare, però, si sono accaniti anche contro la Daewoo, ammaccando la carrozzeria in più punti e frantumando il vetro anteriore destro e il posteriore sinistro. Sempre usando pietre. L'automobilista, una volta riavutosi (per un qualche tempo ha perso anche coscienza) è poi andato in ospedale, accompagnato dai suoi colleghi, ed è stato giudicato guaribile in una ventina di giorni (dovrà essere operato al naso). Dalle prime indiscrezioni pare difficile ipotizzare che i vandali sapessero che quella era la vettura di un poliziotto e dunque sarebbe del tutto casuale che abbiano colpito la vettura di un rappresentante delle forze dell'ordine.
I quattro sarebbero fuggiti con una Fiat Punto di colore chiaro. Il ferito ha spiegato di aver ascoltato, durante la colluttazione, durata alcuni minuti, anche frasi in lingua straniera. Non è escluso che i giovinastri fossero ubriachi o sotto l’effetto di droghe. Ieri sera in questura si respirava un «moderato ottimismo» sull'esito delle indagini.