«Lanciate un’auto contro la folla»

Istruzioni dettagliate su come ammazzare la gente, possibilmente in massa. Sono quelle contenute nel secondo numero della «rivista per terroristi» Inspire, considerata dagli analisti una sorta di manuale di Al Qaida rivolto a potenziali attentatori suicidi. Dopo che a luglio era comparso il primo numero, dedicato allora a «come fabbricare una bomba nella cucina di casa», ha fatto la sua comparsa sul web il secondo numero del magazine.
Redatto sempre in lingua inglese, spiega questa volta come portare a termine «in modo efficace» un attentato anche se non si è dotati di materia prima come tritolo o altri tipi di esplosivi. Basta un’auto, possibilmente a trazione integrale 4x4, da lanciare a tutta velocità contro un ristorante affollato, scegliendo luoghi simbolo dell’Occidente, come per esempio Washington. Per rendere più letale l’azione, è necessario sistemare sul paraurti dell’auto materiale tagliente, e scegliere possibilmente zone pedonali, magari strette e anguste, in modo tale che l’attacco abbia più effetto. «Se avete armi, portatele con voi in modo da finire il lavoro nel caso il veicolo resti immobilizzato» precisa l’articolo, dando dunque per scontato che le istruzioni riguardino un’azione suicida.
Il secondo numero spiega anche come fabbricare un camion-bomba. In questo caso i potenziali «martiri di Allah» devono essere dotati di materiale più sofisticato, da collocare esattamente in determinate parti del veicolo, per rendere la detonazione più letale. «Più forte e pesante è il veicolo, meglio è», è precisato nel servizio.
All’interno, un’intervista al numero due di Al Qaida, Ayman Al-Zawahiri. Il magazine dedica risalto a Adam Gadahn, considerato il portavoce americano di Al Qaida, che pone una serie di «legittime domande» al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a cominciare dalle ragioni della guerra in Afghanistan. In copertina viene riportata invece la vicenda di un giovane musulmano americano di 24 anni, Samir Khan, nato in North Carolina e passato con Al Qaida.