Il lancio dei sassi è tentato omicidio

La Cassazione punisce con severità chi lancia sassi dal cavalcavia: anche se non ci sono vittime, per i supremi giudici, si tratta sempre di «tentato omicidio», oltre che di «attentato alla sicurezza dei trasporti». Il principio è stato affermato recentemente, lo scorso 25 gennaio, quando la Suprema Corte ha confermato la condanna - con rito abbreviato - a 4 anni e 4 mesi di reclusione per Simone Marangon (30 anni) di Casei Gerola (Alessandria), colpevole di aver lanciato, la mattina del 7 luglio 2003, un sasso del diametro di 12 cm pesante 3 kg dal cavalcavia 49 della Genova-Torino. Una taglia di 10mila euro a chi permetterà di identificare i responsabili del lancio del masso killer che sull'autostrada Roma-Napoli ha provocato la morte di un automobilista. Ad annunciare l'iniziativa è il leader del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli: «Se si dovesse acclarare - afferma - che il sasso killer è stato lanciato da una o più persone, in concorso tra di loro, occorre subito identificare e assicurare alla giustizia questi criminali. Per far questo occorre promuovere tutte le iniziative lecite possibili».