Landi: «Solo il 2% dei casi clinici è legato direttamente alle polveri»

Nessun allarme. A Milano non si muore di smog. Parola dell’assessore alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna che ieri ha presentato i dati della ricerca Poemi condotta in cinque ospedali e finanziata da Palazzo Marino. Secondo lo studio nel 2007 - 2008 si sarebbero registrati 53.514 accessi al pronto soccorso per patologie e disturbi da inquinamento. Nello specifico 26.151 sarebbero dovuti ad affezioni acute delle vie aeree superiori, 3.569 per asma acuta, 8.536 per bronchite acuta, 5.689 per polmonite, 1.825 per riacutizzazione della Broncopneumopatia cronica ostruttiva, 4.324 da scompenso cardiocircolatorio, 1.697 da sindrome coronarica acuta e 1.723 da ictus. I dati definitivi, depurati da tutti i casi risultati a un’analisi più approfondita non collegati allo smog, «indicano quindi solo 965 accessi direttamente collegabili alla polveri sottili - spiega l’assessore Landi di Chiavenna - ovvero meno di 500 casi l’anno. Ecco allora che solo il 2% degli accessi agli ospedali è collegato direttamente all’inquinamento».
In particolare, l’1,1% degli infarti, ovvero 18 casi su 1.697 sarebbero riconducibili all’inquinamento. Stesso discorso per i 26.561 casi di infezioni al tratto respiratorio alto di cui «solo per 601 casi risulta una correlazione diretta, cioè il 2,3%». Lo studio cataloga poi «8.536 bronchiti acute, di cui solo 214 connesse allo smog, cioè il 2,5%», e ancora 5.689 polmoniti acute di cui solo lo 0,9% correlabili (52) e 3.569 casi di asma di cui 27 casi da smog (0,8%). «Certo, non bisogna sottovalutare il problema della qualità dell’aria, ma le notizie di questi giorni e le strumentalizzazioni politiche da parte di qualcuno - commenta Landi - hanno creato un inutile allarmismo. A Milano non si muore di smog».
Un allarme da parte dell’assessore alla Salute c’è, anche se sul fronte economico: «Non ho in bilancio i fondi necessari per finanziare la ricerca per il prossimo biennio, nonostante lo studio sugli effetti dello smog sulla salute fosse inserito nel masterplan dell’assessorato, cioè tra le priorità». I tagli al bilancio hanno cancellato dalle casse i 100mila euro necessari. Il consigliere comunale del Pd Maurizio Baruffi ha annunciato un emendamento al Bilancio perché si reperiscano tali fondi.