L'Anm: "Aggressione ingiustificata"

L'associazione nazionale magistrati torna a protestare: "contro l'attacco del ministro della Giustizia nell'aula della Camera e le parole di molti esponenti politici"

Roma - "Rispetto" per le "doverose dimisssioni" del ministro della Giustizia, ma le sue parole e quelle di altri "esponenti politici di molti partiti", pronunciate ieri nell’aula di Montecitorio, sono una "aggressione" alla magistratura che "non si giustifica in alcun modo". L’Associazione nazionale magistrati torna a denunciare il discorso con cui il Guardasigilli ha annunciato le sue dimissioni dopo gli sviluppi dell’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere, che hanno portato tra l’altro la moglie agli arresti domiciliari. I vertici del sindacato delle toghe ricordano che, proprio mentre erano riuniti a Caltanissetta "per essere vicini ai problemi concreti dei magistrati più esposti e dimenticati", imperversava "una polemica furiosa intorno all'emissione di un provvedimento giudiziario cautelare che ha interessato amministratori pubblici campani, coinvolgendo personalmente anche il ministro della Giustizia".

Difesa "Non ci interessano difese corporative - sostengono i leader dell’Anm - ma rileviamo che ancora una volta la politica si accorge della giustizia quando degli amministratori pubblici sono interessati da accuse di reato: non si riscontra il medesimo interesse quando si tratta di coprire gli organici, dotare gli uffici giudiziari di personale amministrativo e di beni strumentali, incrementare le forze di polizia, rendere più celere ed efficiente la giustizia nell'interesse dei cittadini". L’Anm sottolinea anche "l'enorme gravità della diffusione pubblica della notizia del provvedimento con ore di anticipo rispetto alla sua esecuzione, con danno per l'efficacia della misura non meno che per la riservatezza delle persone coinvolte. Le responsabilità del fatto dovranno essere accertate e sanzionate con la massima celerità". Infine, i vertici dell’Anm assicurano che continueranno a "richiamarsi al monito del capo dello Stato al recupero del senso del limite e del rispetto dei ruoli tra le istituzioni e proseguirà il proprio impegno affinché responsabilità ed equilibrio siano assicurati da parte di tutti".