L'Anm apre disciplinare sul capo degli ispettori Nitto Palma: "Vorrei strappare la tessera"

Stamattina il Guardasigilli ha rivendicato il diritto di avviare ispezioni nelle
procure di Bari e Napoli. Ora l'Anm apre una disciplinare e il ministro non ci sta: "Se non mi fossi già dimesso, revocherei l'iscrizione al sindacato". Sul processo breve: "Il caso Mills si prescriverebbe comunque"

L’Associazione nazionale magistrati ha aperto due procedimenti disciplinari a carico del capo degli ispettori ministerali Arcibaldo Miller e dell’assessore della giunta De Magistris ed ex pm a Napoli Giuseppe Narducci, rispettivamente per il coinvolgimento del primo nell’indagine sulla cosiddetta loggia P3 e per la scelta del secondo di passare ad un incarico politico-amministrativo direttamente nella città dove aveva operato come magistrato.

I due saranno ascoltati il 22 novembre, ma l'iniziativa non è piaciuta al ministro della Giustizia, che ha commentato: "Se non avessi già presentato le mie dimissioni dall’ordine giudiziario comunicherei oggi stesso la revoca della mia iscrizione all’Anm e della contestuale delega sullo stipendio al pagamento della quota associativa". Il Guardasigilli parla di "smisurata attenzione al capo degli ispettori" da parte del Csm e dell’Anm. "Sarà senz’altro una coincidenza, ma - osserva - mi chiedo come mai l’Anm non abbia adottato tale iniziativa in tempi precedenti, se si vuole anche il giorno dopo che il procuratore generale della suprema Corte di Cassazione ha archiviato il procedimento disciplinare nei confronti di Miller, affermando l’inesistenza di qualsivoglia tipo di illecito disciplinare".

Dopo le polemiche e gli anatemi lanciati nei giorni scorsi dal procuratore partenopeo Giovandomenico Lepore, quindi il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma rivendica il diritto di avviare ispezioni nelle procure di Bari e Napoli. Un diritto che esclude la "possibilità di interferenze" sulle indagini in corso in quanto lì "non ci sono processi in corso" sulle escort che sarebbero state portate nelle residenze del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi da Gianpaolo Tarantini.

A Lepore che nei giorni scorsi aveva accusato il ministero di via Arenula di voler "delegittimare" la sua procura, il Guardasigilli gli ha ricordato che "a Napoli non c’è più il processo". L'inchiesta è stata in parte spostata a Roma e in parte a Bari, mentre a Bari è già avvenuto il deposito degli atti (relativi all’inchiesta in cui Tarantini è indagato per favoreggiamento della prostituzione). "Non essendoci processi in corso - sottolinea Nitto Palma - non ci sono possibilità di interferenze dell’ispezione con le indagini". Non solo. Il ministro della Giustizia ci tiene a ricordare anche che l’azione disciplinare compete al Guardasigilli chiamato a decidere "al termine di un’istruttoria". Per quanto riguarda la posizione del capo degli istruttori Arcibaldo Miller, che nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non sarebbe andato nel capoluogo campano, Nitto Palma non crede che il Csm ne revocherà l'incarico: "Non può arrivare a tanto". "E' singolare che la pratica si sia mossa il giorno dopo che ho firmato le ispettive a Napoli e a Bari - afferma il ministro della Giustizia a Radio24 - cosa accadrà se il giorno dopo l’iniziativa di un pm contro un politico, magari del mio schieramento, decido di inviare in quella procura un’ispezione? Denunceranno le intimidazioni del ministro?".

Ad ogni modo, sulle ispezioni a Napoli e a Bari, Nitto Palma spiega che "i sospetti erano solidi" per cui ha attivato le verifiche: "La Costituzione me ne dà il potere". Il Guardasigilli si dice poi favorevole al rinvio dell’esame del provvedimento sulle intercettazioni dal momento che consente di "stemperare il clima di tensione". Sulle intercettazioni, infatti, è convinto che dall'opposizione siano giunte accuse "esibizione di trasformismo propagandista" in quanto "l'emendamento Costa riprende il ddl Mastella". Sul processo breve, il ministro osserva che "nei fatti l’amnistia strisciante c’è già, molti fascicoli restano inevasi sulle scrivanie dei procuratori". Se è vero che il ddl sulla prescrizione breve servirebbe anche al processo Mills, è anche vero che il caso Mills si prescriverebbe nel gennaio 2011 mentre è in corso il primo grado. "Leggo che la prescrizione breve inciderebbe su un milione di processi - conclude Nitto Palma - se prima di parlare - si facessero valutazioni sui dati del ministero, si capirebbe che non è vero". Ora 180 mila processi vanno prescritti ogni anno sulla base di scelte discrezionali degli uffici giudiziari che danno le priorità.