L'Anm fa scudo al Fli: un accordo con Fini? Provocazioni strumentali

Il premier paventa un accordo tra il sindacato delle toghe e
Fini. Ma Palamara soccorre il Fli: "L’Anm tutto quello che dice, non fa accordi sotto banco". Ma il Pdl: "Appiattimento di Fli sulle posizioni dei magistrati"

Roma - "Sono provocazioni strumentali". Il presidente dell’Anm, Luca Palamara, respinge le accuse del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ha paventato l'esistenza di un accordo tra il sindacato delle toghe e il presidente della Camera Gianfranco Fini. "L’Anm tutto quello che dice, lo dice pubblicamente - sottolinea Palamara - non fa accordi sotto banco". Ma il Pdl non ci sta. "L’appiattimento di Fli sulle posizioni dell’Anm è oggettivo - interviene il capogruppo del Pdl in
Commissione Giustizia alla Camera, Enrico Costa - i parlamentari finiani sono ispirati dalle quotidiane encicliche dei dottori Palamara e Cascini, specializzati in attacchi alla maggioranza e al governo".

Pronti a respingere gli attacchi Palamara passa subito al contrattacco. E, dopo aver smentito qualsiasi legame con i vertici di Futuro e Libertà, il sindacato delle toghe rilancia la sfida. "Abbiamo sempre respinto accuse ed aggressioni con fermezza e dignità e continueremo a farlo: non arretreremo di un millimetro nella difesa dei principi", assicura il presidente dell’Anmche definisce quelli dell’ultimo periodo "attacchi violenti nei confronti di una fondamentale istituzione dello Stato". Palamara coglie poi l'occasione per difendere le norme che regolano le intercettazioni: "Grazie alle intercettazioni fior fiore di criminali sono stati assicurati alla giustizia italiana".