La laparoscopia si associa alla robotica nella chirurgia ginecologica

N ell'ambito della chirurgia ginecologica oncologica si è assistito negli ultimi anni ad importanti progressi, volti a migliorare gli esiti operatori, riducendo al minimo il trauma per la paziente. La tecnica laparoscopica tradizionale (che prevede generalmente 4 piccole incisioni a livello addominale), praticata da oltre 15 anni, sta infatti vivendo negli ultimi tempi rapide evoluzioni, che vedono in primo piano la laparoscopia mono accesso (SILS - Single Incision Laparoscopic Surgery), dove l'intervento viene eseguito con una singolaincisione, attraverso l'ombelico e la chirurgia mininvasiva mono accesso robotica, che coniuga i vantaggi dell'utilizzo del single port - e del conseguente minor trauma per il paziente – con i vantaggi della chirurgia robotica (visione tridimensionale del campo operatorio, movimento a 360° degli strumenti chirurgici robotici, migliore precisione da parte del chirurgo e minori perdite ematiche). Di fronte a queste nuove acquisizioni tecnologiche tuttavia il chirurgo oncologo si interroga sulla necessità di integrare le diverse tecniche, in modo da offrire una terapia chirurgica sempre più a misura di paziente, delle sue esigenze, del quadro clinico contingente, che tenga anche conto della necessità di un contenimento dei costi. Questi gli argomenti del Workshop Innovation on minimally invasive surgery in gynecology oncology, svoltosi recentemente presso l'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma, presieduto da Enrico Vizza, direttore della ginecologia oncologica dell'IRE. «La nuova frontiera della chirurgia laparoscopica – dichiara Vizza – è rappresentata dalle tecniche monoaccesso e la robotica avrà un campo di applicazione elettivo nella chirurgia mininvasiva con un solo trocar. Già la SILS ha rappresentato un'importante evoluzione della laparoscopia tradizionale in termini di minor invasività, minore dolore e recupero più rapido nel post-operatorio, l'introduzione del robot nella chirurgia mininvasiva monoaccesso ha portato ulteriori vantaggi, soprattutto per il chirurgo, che può così ovviare ad alcune difficoltà tecniche, dovute ad una maggiore complessità della gestione degli strumenti in sede intraoperatoria, a causa dello spazio limitato di azione. La visione tridimensionale offerta dalla telecamera con due ottiche, la chirurgia robotica permette un campo di azione molto chiaro».
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