l'apertura di Berlusconi: "Manovra migliorabile"

Il cav pronto a valutare tutte le proposte senza distinzione di partito:"Prenderemo una decisione che deve essere condivisa dal Parlamento"

Roma - Solo due giorni di relax in Sardegna. Il tempo per un po’ di riposo dopo il tour de force che a fine settimana ha portato al via libera delle misure anti-crisi e per una passeggiata nella piazzetta di Porto Rotondo in compagnia dei nipoti la sera di Ferragosto. Un’occasione per tornare a testare di persona come la gente abbia percepito una manovra che lo stesso Berlusconi non ha esitato in privato a definire una «stangata». E per quanto possa valere il limitato campione statistico di Porto Rotondo - una delle località più care e più in della Costa Smeralda - al Cavaliere la prima uscita non va poi così male se chi era presente racconta i soliti applausi di incoraggiamento degli anni passati. E chissà, forse anche rincuorato dalle decine di turisti pronti a chiedergli una foto o un autografo, il premier decide di concedersi anche una lunga passeggiata sul molo con tanto di gelato per i piccoli Edoardo e Alessandro (i figli di Barbara). E una lunga chiacchierata con un cronista dell’Ansa.
Un Berlusconi che parla soprattutto della manovra, confermando le indiscrezioni degli ultimi giorni sulla possibilità di rivedere in Parlamento il provvedimento. D’altra parte, la fronda interna alla stessa maggioranza - guidata dal sottosegretario Guido Crosetto - sta facendo adepti ora dopo ora - tanto che il segretario del Pdl Angelino Alfano si dice pronto a «fare la sintesi» - e lo stesso Cavaliere in privato non ha mai nascosto alcune perplessità su un testo frutto di molti compromessi e che è stato varato dal Consiglio dei ministri solo perché l’Europa non avrebbe permesso un rinvio. «I saldi della manovra - spiega il premier - sono intoccabili, ma guarderemo alle proposte, senza fare distinzioni circa la fonte da cui provengono, e faremo il meglio come abbiamo cercato di fare durante la discussione preparatoria». Poi, aggiunge, «prenderemo una decisione che deve essere condivisa dal Parlamento». La manovra, dunque, «è migliorabile».
Berlusconi parla a lungo del contributo di solidarietà. E spiega che «è stato introdotto non perché dia un grande introito visto che secondo i nostri calcoli è molto meno di un miliardo di euro» ma «perché non fossero le classi minori e quelle più disagiate, attraverso un minore servizio reso loro dalle amministrazioni locali, a dover pagare maggiormente il costo della manovra». La ratio del contributo di solidarietà, insomma, è «un principio di giustizia» così da «equilibrare i sacrifici». E anche su questo fronte sono possibili modifiche, visto che il premier si dice aperto ad una eventuale rimodulazione del prelievo per chi ha familiari a carico. Anche se una piccola querelle si apre sulla durata nel tempo visto che il Cavaliere dice che «in Consiglio dei ministri si era votato per due e non per tre anni» e «non so cosa sia successo dopo». Colpa di Giulio Tremonti? «Non lo so», si limita a rispondere Berlusconi dando la sensazione che il grande gelo delle ultime settimane tra Palazzo Chigi e ministero dell’Economia non si sia andato affatto attenuando.
E a proposito di possibili modifiche, intercettato dai giornalisti a Olbia prima di salire sull’aereo che lo riporta ad Arcore, il Cavaliere non chiude alla proposta lanciata dal Pd per colpire i capitali rientrati in Italia grazie allo scudo fiscale: «Non lo so. Prima di esprimere un giudizio la devo leggere». Un’ipotesi su cui sembra nel Pdl si sia già iniziato a lavorare.