Lapidano disabile con un masso per rubargli 500 euro

da Enna

Lo hanno fatto salire in macchina con un pretesto. Lo hanno portato in campagna, lontano da sguardi indiscreti, lontano da tutti. Lì la furia cieca si è scatenata contro l’uomo. Due contro uno, un gioco facile, un colpo da vigliacchi.
Lo hanno colpito ripetutamente, con un masso di quasi dieci chili. Uno, due, tre colpi in pieno volto, e poi ancora, in testa e al torace. Lui ha perso i sensi ed è svenuto. A quel punto gli hanno rubato il bottino: 500 euro che lui aveva appena prelevato in posta. Convinti che fosse morto lo hanno gettato in una scarpata vicino alla diga Ogliastro. Dovevano nascondere le tracce, disfarsi in fretta e furia del corpo per non farsi scoprire.
Ma la forza d’animo di Giuseppe Sinistra, 36 anni, l’ha aiutato a risalire sulla strada dove ha fermato un automobilista che ha provveduto a trasportarlo alla Guardia medica di Raddusa, per poi essere trasportato all’ospedale di Piazza Armerina. All’uomo, disabile, affetto da lievi disturbi psichici, sono state riscontrate diverse fratture al volto e numerose ferite. Ma secondo i medici non sarebbe in pericolo di vita, restarà in osservazione ancora per circa ventiquattro ore. Giuseppe è riuscito anche a fare i nomi degli aggressori.
Agli inquirenti sono bastati pochi minuti per trovarli e arrestarli. Giuseppe Gurrera, un pastore pregiudicato di 28 anni, e un minorenne di 16 anni, operaio, ora dovranno rispondere all’accusa di tentato omicidio.
I due aggressori, quando sono stati arrestati, avevano in tasca 250 euro ciascuno, dopo aver diviso la somma di 500 euro, l’importo della pensione, sottratta a Sinistra.
Secondo la ricostruzione della stessa vittima, dopo un prelievo di 500 euro all’ufficio postale di Piazza Armerina, aveva trascorso tutta la giornata assieme agli aggressori. Una circostanza confermata dalla dichiarazione dei carabinieri che lunedì mattina avevano fermato l’auto con a bordo i due malviventi per un controllo di routine.
Sul caso sta indagando il pm di Enna Marco Sabella, mentre per il tribunale per i Minori di Caltanissetta l’indagine è seguita dal pm Patrizia Martucci.
La notizia ben presto è diventata di dominio pubblico in paese destando parecchia rabbia. Giuseppe Sinistra è descritto come una persona perbene. Non ha mai fatto del male a nessuno.
È stato sempre un tipo tranquillo. Da quando lo scorso anno è rientrato da Ravenna nella sua casa natale, non è stato più lui.
Il divorzio dalla moglie e il fatto di non poter vedere i due figli, lo hanno distrutto a livello psicologico.
Il medico gli aveva diagnosticato una forma di depressione. Vive assieme al fratello trentenne nella casa dei genitori che sono entrambi deceduti.