L'apparenza inganna a tavola (ma non solo)

Mario Luca Giusti faceva scarpe. Poi scopre la sua passione e si mette a produrre bicchieri. Che sembrano di cristallo

Faceva calzature. Da una vita. Anzi, da più vite prima di lui, visto che l'azienda era stata fondata dal bisnonno nel 1865. Ma Mario Luca Giusti dentro quelle scarpe non ci stava più. Dopo avere comprato dal resto della famiglia tutte le quote, ha scoperto la sua vera passione. Era (ben) nascosta in una scatola consegnata da un corriere negli uffici di Firenze. Era il 2007...

Cosa è successo?

«Dentro c'erano dei bicchieri realizzati in un materiale all'epoca sconosciuto in Italia che noi abbiamo poi battezzato cristallo sintetico. Li avevo visti in giro per il mondo, mi erano piaciuti, avevo cominciato a disegnarli e a realizzarli. Il corriere me li aveva portati in ufficio ed erano rimasti lì. Quando le signore venivano a comprare le scarpe impazzivano per quei bicchieri che sembravano di cristallo vero e se li volevano portare via. Poi il mondo della moda era diventato drammaticamente stressante e faticoso. Ci siamo convertiti, in toto. Abbiamo mantenuto gli stessi locali, lo stesso personale, invece di licenziare abbiamo assunto. È stato tutto molto soft, sempre meno scarpe e più bicchieri. Ecco, è cominciato tutto un po' per caso...»

I bicchieri sono l'inizio, poi ci sono stati i piatti in melamina che sembrano di ceramica, brocche, sottopiatti ora anche gli zampironi di design...

«E nel 2016 ci saranno anche complementi d'arredo, tavolini e librerie. Il materiale sarà sempre lo stesso, mi piace la sua lucentezza, la capacità di accogliere il colore, è pratico e infrangibile ma elegante. Stessa idea: linea classica e materiale contemporaneo. Disegno e produco, in questo sono stato aiutato dalla mia mezza parte imprenditoriale».

In che senso?

«Sono il frutto di una famiglia di artisti da parte di mia madre, industriali da parte del babbo che aveva concerie prima a Santa Croce poi a Firenze. Nella nostra villa a Forte dei Marmi che è la prima casa di villeggiatura a essere costruita nel 1892, nelle estati degli anni '70 Montale era ospite fisso... me lo ricordo bene mentre ascoltava le opere a volume altissimo, poi si levava le scarpe e le usava a mo' di bacchette».

Creatività e imprenditorialità di pari passo...

«Nella mia vita ho sempre cercato strade alternative. A 20 anni mi sono inventato una casa editrice che è andata anche bene. Poi mi è venuta la passione per quegli oggetti che D'Annunzio definiva “inutili e belli che ho sempre amato con passione profonda e rovinosa“. La mia idea è stata quella di voler produrre oggetti che quando li guardi su una tavola apparecchiata sembrano di cristallo e ceramica e solo quando li vai a toccare scopri che non lo sono. Una volta su un aereo una persona quando seppe chi ero mi disse che avevo rivoluzionato la maniera di andare a tavola degli italiani...

... ma anche sulla barca di Steven Spielberg e di Roberto Cavalli...

«..nel giardino della regina del Belgio, o nella casa parigina di Inés Sastre».

Passioni?

«Pilotare un aereo. Il massimo della libertà e della concentrazione».

Ancora una sintesi di contrasti. Come nel libro preferito (Il maestro e Margherita di Bulgakov «che è follia e verità» o nella tavola, piatti raffinati ma «cibo inteso come nutrimento non come piacere».