L'appello del padre dei talebani: "Liberate il giornalista italiano"

Karachi - Un appello per la liberazione del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo è stato rivolto oggi da Maulana Sami-ul Haq, noto come il "padre dei talebani". Il leader dell'alleanza islamista pachistana ha infatti chiesto agli "studenti di Dio di rilasciare l'inviato di Repubblica. "I giornalisti internazionali hanno il diritto di interagire con tutti i gruppi, compresi i talebani", ha dichiarato Sami-ul Haq. Il politico pakistano è stato soprannominato il "padre dei talebanI" per il fatto che gli attuali leader talebani, compreso il Mullah Omar, hanno studiato in un seminario islamico gestito da Sami-ul Haq nella città di Akora Khattak, nella North West Frontier Province (NWFP) pachistana, al confine con l'Afghanistan.

Chi è il Maulana Sami-ul Haq Maulana Sami-ul-Haq è nato il 18 settembre del 1937 prima della formazione del Pakistan, avvenuta nel 1947 con la fine dell'Impero Britannico. Dopo aver completato il corso classico degli studi islamici, nel 1958 iniziò la sua quasi cinquettennale carriera di educatore. A lui si deve la fondazione e la gestione delle più importanti scuole islamiche (madrasa) in Pakistan, dove furono formati i più importanti leader talebani, fra cui il Mullah Omar, che frequentò la sua scuola nella città di Akora Khattak vicino a Peshawar. Nel 1965 fondò il magazine islamico Al-Haq, sul quale scrisse importanti e provocatori articoli. Maulana Sami-ul Haq ebbe, inoltre, un ruolo chiave nella vita politica del Pakistan.

A lungo membro del Parlamento pachistano, fu a capo del partito islamico ortodosso Tehrik-i-Nizam-i-Mustafa che raggruppava formazioni politiche di destra e di sinistra che si opponevano al governo di Zulfiqar Ali Bhutto. Il Tehrik-i-Nizam-i-Mustafa, di fatto, aprì la strada al colpo di stato del generale Zia ul-Haq, che impose la legge marziale e allo stesso tempo diede un forte impulso all'islamizzazione del paese. Zia ul-Haq scomparve in circostanze misteriose nel 1988. Durante il regime di Zia ul-Haq, Maulana Sami-ul-Haq si battè strenuamente per estromettere dalla politica la corrente islamica eterodossa Ahmadiyya o Qadianiyya (fondata da Mirza Ghulam Qadiani alla fine del XIX secolo). Il generale Zia stesso dichiarò la Ahmadiyya non-islamica, autorizzando così una sanguinosa campagna di repressione verso i loro adepti.

Nel 1986 Sami-ul Haq iniziò una campagna per integrare la Sharia nel codice giuridico dello Stato. Questa proposta fu approvata dal Parlamento nel 1991 e divenne il "Sharia Bill". In quel periodo a capo del governo c'era Nawaz Sharif, che fu rovesciato dal colpo di Stato del generale Pervez Musharraf nell'ottobre del 1999. Maulana Sami-ul Haq è attualmente leader del Muttahida Majlis-e-Amal (MMA), il "consiglio unito per l'azione". Il MMA è sempre stato molto critico nei confronti del Presidente Pervez Musharraf, sia per il suo supporto alla guerra contro il terrorismo e il regime dei talebani, sia per la sua politica giudicata troppo laica. Questa coalizione, pur mantenendo buoni rapporti con i talebani, è sempre rimasta all'interno delle istituzioni. Dal 2002 è il partito al governo nella North West Frontier Province (NWFP), area tribale tradizionalmente refrattaria al potere del governo centrale, e in Baluchistan, regione al confine con l'Afghanistan e l'Iran.