LAPSUS MEMORIAE O VERE FESSERIE?

Egregio dottor Lussana, le confesso che inizialmente, considerato il becero contenuto, ho pensato che la lettera dell’anonimo» fosse frutto della sua fervida fantasia, per ravvivare con una succosa polemica il periodo di «stanca»...! Se invece l’«anonimo» esiste veramente, mi riesce difficile capire come l’adozione dell’anonimato possa evitargli polemiche con gli scrittori mancati, i politici falliti, i lettori aspiranti... etc. etc: forse che non posso affermare, io lettore aspirante protagonista, che l’Anonimo ha scritto delle autentiche fesserie? Fra l’altro, dimenticando di enunciare le più eclatanti: il coinvolgimento di Paolo Mantovani nel caso Pecorelli, stante la sua «amicizia» con Andreotti e l’organizzazione di Gladio. Probabilmente un lapsus memoriae...!
Comunque, considerata l’elegante prosa, gli suggerirei, nella prossima lettera anonima, di firmarsi con uno pseudonimo ad esempio: Manzoni Sandro.