L'Aquila, nuova scossa di terremoto Controlli, inagibile il 30% degli edifici

Alle 23.14 di ieri sera una nuova scossa: magnitudo 4.9. La protezione civile comunica i primi dati sullo stato degli edifici. Una settimana fa la scossa che ha sconvolto l'Abruzzo. L'impegno del premier: &quot;Presto via tutti dalla tende&quot;. Scoop di <em>Studio aperto</em>: l'ospedale dell'Aquila non aveva l'agibilità e non era accatastato. La procura apre un'inchiesta. <strong><a href="/a.pic1?ID=343479">La cronologia del terremoto </a></strong>

L'Aquila - Una nuova forte scossa di terremoto - magnitudo 4.9 sulla scala Richter - è stata registrata ieri sera all'Aquila e in Abruzzo. Erano le 23,14 e, dopo una settimana, è tornato il terrore tra gli sfollati. Capitignano, Campotosto, Pizzoli e Barrete le località più vicine all'epicentro. Il movimento tellurico è stato avvertito anche in Umbria, Marche e Lazio. 

Controlli e inchiesta Prosegue l’inchiesta della procura aquilana sui crolli verificatisi nel sisma che il 6 aprile ha colpito l’Abruzzo provocando 294 vittime. Intanto, dai primi controlli effettuati dalla protezione civile, emerge che il 30% degli edifici è inagibile. "Su 1.500 controlli effettuati a ieri sera, il 30% degli edifici è inagibile, il 50% agibile e il 20% agibile con interventi", ha detto un portavoce della protezione Civile. Intanto il maltempo sta ostacolando le operazioni dei soccorritori. Nella notte in alcune tende ci sono state infiltrazioni d’acqua, un problema che si sta cercando di risolvere, mentre arrivano ghiaia e griglie contro il fango un po' in tutte le tendopoli. Da domani, però, la situazione meteo dovrebbe migliorare. Gli sfollati assistiti sono 55mila, di cui quasi 22mila alloggiati negli hotel della costa e gli altri nelle tendopoli.

La promessa di Berlusconi: via dalle tende Ieri il presidente del Consiglio, che ha trascorso la Pasqua all’Aquila, ha detto che il governo farà il possibile per togliere quanto prima gli sfollati dalle tendopoli, e che entro due mesi dovrebbero arrivare i primi certificati di abitabilità, mentre sono già iniziate le verifiche sugli edifici lesionati sia pubblici che privati. Intanto lo sciame sismico prosegue. Ieri sera sono state infatti registrate due scosse di magnitudo pari o superiore a 3.0, con epicentro L’Aquila, Pizzoli e Barete, Fossa, Villa S. Giovanni e S. Demetrio. La prima si è verificata alle 20.05 con magnitudo 3.4, la seconda e alle 20.09 con magnitudo 3.0.

L'ospedale non aveva l'agibilità L’ospedale San Salvatore dell’Aquila non aveva agibilità e abitabilità perché non accatastato. Lo rivela "Studio Aperto" che ha mostrato in esclusiva un documento redatto da un ispettore di polizia, datato 28 dicembre 2008. Il documento riporta le parole di una fonte confidenziale ritenuta attendibile secondo la quale l’ospedale non aveva agibilità e abitabilità. La procura ha aperto un’inchiesta e il documento mostrato da "Studio Aperto" ne costituisce la base di partenza. L’edificio era già finito nelle carte della Commissione parlamentare che ne certificava "l’irrazionalità, l’invecchiamento tecnologico dell’impianto e la scarsa qualità dei materiali impiegati". 

Un quartiere costruito sulla faglia Vanno avanti senza sosta le perizie della procura dell’Aquila sui crolli, anche se per ora è presto per parlare di responsabilità. "Stiamo continuando con le nostre perizie. Non abbiamo ancora raccolto tutto il materiale che ci occorre per arrivare a delle conclusioni concrete", ha detto al telefono a Reuters il procuratore capo Alfredo Rossini. Riguardo al quartiere di Pettino, alle porte del capoluogo, che sarebbe stato costruito su una faglia nonostante il parere negativo dei geologi, Rossini precisa: "Possiamo parlare di ipotesi molto fondate... ma abbiamo bisogno di lavorare ulteriormente".

Sabbia di mare per il cemento Circa, poi, le ipotesi che circolano sul fatto che nella costruzione di alcuni degli edifici crollati sia stata impiegata sabbia di mare anziché di cava, il procuratore capo spiega: "Ancora non abbiamo nessuna prova sulle costruzioni che sarebbero state realizzate con della sabbia marina. Anche perché questo sarebbe la prova che le strutture non si sarebbero potute mantenere in piedi". "Lo stesso vale per il discorso del cemento armato (per cui sarebbe stato impiegato poco ferro) e dei tondini di ferro (che in alcuni casi sarebbero stati lisci). Possiamo dire che non abbiamo ancora le prove ma che lavoreremo fino in fondo per fare chiarezza".

Emergenza terminata A una settimana dal terremoto si cerca di tornare, per quanto possibile, alla normalità, dopo che sabato sera sono state sospese le ricerche di eventuali sopravvissuti. In alcuni degli uffici postali mobili presenti nei campi di accoglienza sono state pagate le prime pensioni, come si legge in un comunicato della Protezione civile. E’ iniziata anche la verifica sui danni ai beni culturali. Ieri sono state infatti predisposte le schede per il rilievo dei danneggiamenti e il programma di messa in sicurezza delle opere architettoniche, come la basilica di Santa Maria di Collemaggio e la chiesa di San Bernardino.

Prossimo consiglio dei ministri a L'Aquila Passata la fase della prima emergenza, ora bisogna pensare alla ricostruzione. Silvio Berlusconi, a L’Aquila nel giorno di Pasqua per fare il punto sulla situazione del post-terremoto, annuncia che il prossimo Consiglio dei ministri si terrà in città. Sarà in quell’occasione, dice il premier, che sarà approvato il decreto per l’Abruzzo, con i fondi adeguati ad avviare la ricostruzione. Berlusconi promette che gli sfollati nel più breve tempo possibile lasceranno le tende e saranno sistemati negli alberghi e nelle case che saranno reperite, anche grazie alla solidarietà degli italiani.