L'Aquila, la protesta delle "mille chiavi". Contestati il sindaco e una troupe del Tg1

Sono tornati in centro, come la settimana scorsa, per appendere
simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire "riprendiamoci la città", ma stavolta sono entrati anche nei vicoli del centro storico. Critiche a Cialente e alla troupe Tv della Busi

L'Aquila - Sono tornati in centro, come la settimana scorsa, per appendere simbolicamente delle chiavi sulle transenne del corso e dire così "riprendiamoci la città", ma stavolta non si sono accontentati di varcare le barricate per raggiungere piazza Palazzo, la piazza del Comune, ma hanno proseguito oltre raggiungendo via Sallustio, una delle arterie principali e di lì raggiungere tutti quei vicoli e vicoletti per 10 mesi interdetti ai cittadini dopo il terremoto del 6 aprile. Diversamente dalla scorsa settimana, quando nessuno dei politici era intervenuto alla manifestazione, stavolta sia il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sia la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, si sono uniti ai manifestanti per un confronto.

Contestato il sindaco Cialente "L'approccio che si è fatto è stato volto anzitutto a tamponare la pura emergenza, mentre noi non abbiamo avuto gli strumenti per attivare la ricostruzione vera e propria. A settembre erano pronte le prime linee guida per il centro storico", ha deto il sindaco Cialente. Che è stato contestato dai manifestanti sia sulla questione degli aggregati urbani che sulla rimozione delle macerie e sulla gestione della ricostruzione del centro storico. Cialente ha così replicato: "Era necessario creare una struttura ad hoc, un'unità di missione solida, per affrontare una situazione abnorme". "Ora - ha aggiunto - l'unità di missione è fatta. Possiamo intervenire".

E contestata una troupe del Tg1 Decine di persone hanno anche rivolto contestazioni animate a una troupe del Tg1, all'Aquila. La troupe era guidata dalla giornalista Maria Luisa Busi, in Abruzzo per un servizio per il settimanale di approfondimento Tv7. I manifestanti hanno contestato la loro presenza sul posto, gridando "scodinzolini, scodinzolini!" e accusando l'emittente nazionale di avere diffuso un'immagine falsata della situazione in Abruzzo. A loro, la giornalista ha replicato: "Capisco la situazione e capisco gli aquilani" e ha parlato di una contestazione "molto forte nei confronti del Tg1". "Quello che io posso dire - ha spiegato poi Busi all'Ansa - é che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere, ovviamente, dell'informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto nel corso di questi dieci mesi dal terremoto. Posso solo dire - ha detto ancora - che quello che ho visto all'Aquila, in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato".

Il Pd: la Rai sia imparziale "Piena e totale solidarietà a Maria Luisa Busi del Tg1 per la situazione difficile in cui si è trovata mentre svolgeva regolarmente il suo lavoro di cronista all'Aquila", afferma in una nota Giorgio Merlo (Pd), vicepresidente della Vigilanza. "Semmai la contestazione, che va sempre respinta e denunciata, può forse essere letta come uno stimolo affinché il servizio pubblico svolga sino in fondo il suo ruolo di informazione imparziale, pluralistica e oggettiva", conclude.

Mottola: sciacallaggio del Pd Per Giovanni Mottola (Pdl), componente della commissione di Vigilanza Rai, "é davvero sconcertante come la sinistra prenda a pretesto anche il terremoto in Abruzzo per perseverare nella sua crociata contro il Tg1". "Contestare chi, come i componenti della troupe del Tg1, si reca sui luoghi del post sisma per raccontare la verità dei fatti, non fa bene a nessuno. Strumentalizzare questo per crociate ideologiche e di partito, come fanno gli esponenti del Pd - conclude Mottola - è soltanto da sciacalli".