L'Aquila, scattano gli arresti per sciacallaggio

Subito dopo la scossa sismica che ha sconvolto l'Abruzzo erano già in circolazione gli sciacalli. A denunciarlo è la presidente della provincia dell'Aquila. Forze dell'ordine e militari in azione per arginare il fenomeno. Si segnalano già alcuni arresti

L'Aquila - Il fenomeno non è nuovo ma ogni volta stupisce per la barbarie. Alcune persone sono state fermate e condotte in questura perché ritenute responsabili di episodi di sciacallaggio.Intanto le forze dell'ordine e i militari sono mobilitati per prevenire questi gravi episodi di delinquenza a danno delle vittime del terremoto.

Già in azione in piena notte "Ci sono degli sciacalli in giro: questa notte pochi minuti dopo la scossa erano già in circolazione". È la denuncia del presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, secondo cui gli episodi di sciacallaggio si sono verificati sia nel centro dell’Aquila, che nei paesini della provincia. "Abbiamo immediatamente avvertito la polizia - ha aggiunto - e loro sono già a lavoro".

La Russa: esercito mobilitato Le forze armate sono mobilitate sin dalle prime ore di stamani nelle zone del terremoto e i carabinieri in particolare hanno già inviato cento uomini in Abruzzo "per eventuali episodi di sciacallaggio". Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Rissa. La mobilitazione ha coinvolto le forze armate nel loro complesso. L’esercito ha inviato escavatori di piccoli dimensioni , un gruppo di 25 uomini per la distribuzione dei viveri e 10 di servizio per ricognizioni. Nell’illustrare l’impegno concreto delle forze armate, La Russa ha invitato a mettere da parte "polemiche immaginarie" su "eventi non localizzabili nelle previsioni". E sottolineando la propria scelta di rimanere a Roma a coordinare gli interventi ha avvertito che ogni presenza sui luoghi del terremoto "se non assolutamente necessaria può essere un intralcio".