L'arbitro è svedese, l’Italia tocca ferro

Con Frojdfeldt azzurri sconfitti in Islanda alla prima da ct di Lippi (2-0). Al direttore di gara italiano Rosetti (<em>nella foto</em>) la partita inaugurale tra Svizzera e Repubblica Ceca

Baden - È uno svedese ma non è «una bella bestia», la definizione ritagliata da Rino Gattuso, l’arbitro designato dall’Uefa per Olanda-Italia di lunedì 9 giugno, ore 20.45, stadio di Berna, debutto ufficiale dell’Italia di Donadoni nell’europeo targato 2008. L’equivoco è presto spiegato: fu sempre svedese l’arbitro di Italia-Lituania, a Napoli, settembre del 2006, 1 a 1 (gol di Inzaghi) citato dal milanista ma si trattò in quella circostanza di Hansson, «una bella bestia» appunto, gran fisico e una direzione non proprio da incorniciare che destò più di una censura tecnica. Il fischietto svedese designato dalla commissione (Collina l’italiano che ne fa parte) è invece Peter Frojdfeldt che ha nel suo curriculum un solo precedente col calcio italiano. Incrociò infatti la Nazionale, allora guidata dall’esordiente Marcello Lippi appena subentrato a Trapattoni dopo il fallimento di Euro 2004, nell’agosto del 2004 a Reykjavik, amichevole contro l’Islanda persa in modo inatteso per 2 a 0 dagli azzurri. Dalle nostre parti quel primo passo falso venne salutato come una sorta di avviso sul lavoro successivo di Lippi. Persino Giraudo e Moggi, in una conversazione telefonica, pronosticarono un flop del loro ex tecnico. Solo per questa coincidenza il giudizio di Gattuso sembra calzare alla perfezione. «Non ci portò fortuna, speriamo bene» la frase dell’azzurro che vale una specie di scomunica ma che si cancella per via dell’equivoco.

Forse è il caso di consolarsi con il riconoscimento ricevuto dalla classe arbitrale italiana, uscita malconcia dal campionato. A Roberto Rosetti, non sempre convincente nelle esibizioni domestiche, viene affidata la partita inaugurale del torneo continentale: Svizzera-Repubblica Ceca è considerata sfida molto delicata e non solo perché vede in campo la nazionale di uno dei due paesi ospitanti, alto il tasso di difficoltà individuato dai tecnici del settore. In linea con questa scelta gli altri accoppiamenti decisi dalla commissione. Spiccano in tal senso la presenza dello spagnolo Mejuto Gonzales impegnato sul fronte di Romania-Francia, dell’inglese Webb destinato ad Austria-Polonia e infine dello slovacco Michel, reduce dalla finale di Champions league a Mosca, che deve misurarsi con Svezia-Turchia. Scontato il pronostico: da questa ristretta cerchia può uscire l’arbitro della finalissima di Vienna, la sera del 29 giugno, al vecchio e caro Prater.