L'archivio di Bettino Craxi consultabile su internet

L’Archivio del leader socialista, scomparso nel gennaio 2000, è consultabile on line collegandosi al sito
internet del Senato. E' l’ultimo, in ordine di tempo, a
entrare a fare parte del
progetto "Archivi on line" promosso da Palazzo Madama

Roma - L’Archivio di Bettino Craxi è consultabile on line collegandosi al sito internet del Senato (www.senato.it). E' l’ultimo, in ordine di tempo, a entrare a fare parte del progetto "Archivi on line" promosso da Palazzo Madama. L’avvio della consultazione delle carte del segretario del Psi coincide con lo svolgimento del Convegno "Craxi e gli Euromissili". Nel 2003 il Senato ha promosso il progetto Archivi on-line che ha l’obiettivo di creare un archivio unico virtuale del patrimonio documentale di personalità politiche, partiti e gruppi parlamentari, conservato presso l’Archivio storico del Senato e presso Istituti e Fondazioni.

Caratteristica innovativa che contribuisce a rendere unico il progetto è la disponibilità in linea non solo degli inventari ma anche dei documenti, riprodotti in formato digitale. Sono attualmente disponibili circa 500.000 documenti che saranno un milione entro la primavera del 2009. Si tratta prevalentemente di corrispondenza, interviste, discorsi, materiale fotografico e audiovisivo. Nella prima fase del progetto (2003-2006) hanno aderito, insieme con l’Archivio centrale dello Stato, 11 Istituti e Fondazioni espressione di partiti e movimenti politici di diversa ispirazione ideale: l’Archivio centrale dello Stato (ACS), la Fondazione La Malfa, la Fondazione Spirito, la Fondazione Istituto Gramsci, la Fondazione di Studi storici ’Filippo Turatì, la Fondazione Einaudi, l’Istituto Sturzo, l’Istituto per la Storia della Democrazia Repubblicana (ISDER), Fondazione ’Biblioteca Benedetto Crocè, l’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia (ANIMI), la Fondazione Craxi, la Fondazione Mancini.

Nel luglio 2007, ha avuto inizio la seconda fase del progetto con ulteriori 14 adesioni per un totale di 25. Tutti gli aderenti alla prima fase hanno confermato l’interesse a partecipare alla nuova fase, che coinvolgerà anche: Archivio di Stato di Ancona, Fondazione Basso, Fondazione Gentile, Fondazione Goria, Fondazione Spadolini, Comitato Francesco De Martino, Società Geografica, Istituto per la storia dell’età contemporanea (ISEC), Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia (ONPMI), Centro studi Gobetti, Istituto della enciclopedia italiana, Archivio storico UIL, Università degli studi di Udine, Università degli studi di Padova.