L'areopittura di Baldessari futurista alla Galleria Farsettiartea Milano

Alla Galleria Farsettiarte di via Manzoni a Milano, le opere di «aeropittura» di Roberto Marcello Baldesseri. una quarantina, fino al 14 febbario in occasioni dei cenenario della fondazione del Manifesto Futurista del 1909 di Filippo T. Marinetti, a cura di Maurizio Scudiero.

Roberto Marcello Baldessari, in arte «Iras», con le sue opere dettagliatamente moltiformi, lo troviamo alla Galleria Farsetti Arte di via Manzoni (Portichetto) di Milano fino al 14 febbraio; una mostra che si inserisce nelle celebrazioni del centenario futurista, iniziato con la mostra dedicata a Fortunato Depero. L'artista nato a Istria da genitori roveretani e formatosi presso la Scuola Elisabettiana di Rovereto e successivamente all'Accademia di Venezia, poi alla Scuola di Santa Croce a Venezia, conobbe lungo l'arco della sua vita i maggiori esponenti del Movimento artistico futurista. Dopo una prima fase di aderenza ai modi pittorici bocconiani, Baldessari che si trasferì a Firenze per un certo periodo, subì l'influsso di Ardengo Soffici e Ottone Rosai riuniti spesso allo storico caffè delle Giubbe Rosse. Ma sono piuttosto gli anni Venti a dare all'artista l'occasione di fare frequenti viaggi in Europa ed in particolare ad Hanover, il pittore entrerà in contatto con Vorfmberg-Gildewart e Kurt Schwitters che lo avvicineranno poi alla politica Dada, mai però ben recepita dal pubblico italiano. Per comprendere meglio questa bella mostra alla Galleria Farsetti che comprende le opere di Baldesseri dal 1915 al 1934 a cura di Maurizio Scudiero, è interessante approfondire gli esperimenti di questo grande Maestro nel solco del Secondo futurismo e dell'aereopittura, in sintonia con Gerardo Dottori, Enrico Prampolini dove l'artista svolgerà verso un recupero figurativo, in linea con un clima di «ritorno all'ordine» allora dominante nella cultura artistica italiana ma anche europea. La mostra è composta da una quarantina di opere tra disegni e soprattutto oli, pastelli, quadri, tavolozze, accompagnati da fotografie e documentazioni, una prova dalla poliedricità dell'arte di Baldessari spaziando dalla sperimentazione astratta, «Dinamismo di forme», «Espansioni di forze» a una pittura vicina quella boccioniana di grande rilievo sul dinamismo, la simultaneità degli anni 1914-16. A questo seguono opere dedicate agli studi sul paesaggio e sulla natura morta dove l'aspetto figurativo è dato attraverso le direttrici dinamiche, vicine a certi esperimentia nche di Soffici come «Luogo+», «Tipografia», «La morte del fico», tutti lavori che vanno fino al 1918. Non mancano suggestivi dipinti di interni, di caffè di osterie, una tematica mediata da Ottone Rosai: «Blu Caffè», «Fumatore al Caffè», «Cafè Flambet». In queste opere eseguite tra il 1918 e il 1922, come sottolinea Maurizio Scudiero nel catalogo che accompagna la mostra edito dalla stessa Galleria, «lo stile Baldessari giunge a piena maturazione, l'affinamento delle tipologie delle sue figure, come ad esempio "Il lettore di giornale" con la bilanciatura dei cromatismi, spesso dei bagni di apparente monocromia e l'inserimeto di lettere e parole, non a collage ma dipinte». Una mostra esemplare del Secondo futurismo che la critica classificò sbrigativamente ma che invece ha segnato una tappa fondamentale per l'avanguardia italiana. Quella di Baldesseri è un'opera polifonica e la mostra con lavori per la maggior parte inediti che coprono un po' tutto l'ampio spettro di Roberto Marcello Baldesseri e la sua sperimentazione di artista ci fa comprendere una tecnica strepitosa che sia nei pastelli che nelle tecniche miste fino agli olii. Il termine «Secondo futurismo» introdotto da Enrico Crispoldi per dimostrare la vitalità del Futurismo oltre la fatidica data del 1916, anno della scomparsa di Boccioni, ci toglie da un'ideologia viziata puramente estetica.