L'Argentina dice addio a Nestor Kirchner

In centomila ad accompagnare il feretro, deceduto mercoledì scorso a 60 anni per un infarto, tra i capi di Stato stranieri Chavez e Lula

Massiccio e commosso commiato per l'ex presidente argentino Nestor Kirchner, deceduto mercoledì scorso a 60 anni per un infarto. Ieri, dopo che almeno 100mila persone sono sfilate in 26 ore nella camera ardente allestita nella Casa Rosada, sede del governo, molte decine di migliaia hanno fatto ala al corteo funebre che ha raggiunto l'aeroporto cittadino, da dove il feretro è stato trasferito nella città natale di Kirchner a Rio Gallegos, in Patagonia, 2.600 chilometri al sud di Buenos Aires, dove è morto e dove sarà sepolto nel cimitero locale. In entrambe le occasioni, gente comune di tutte le età, per lo più giovani e militanti peronisti, si è accomunata in particolare nel gridare «Grazie, Nestor» e «Forza, Cristina», in sostegno alla vedova di Kirchner, attuale presidente. Nella camera ardente, la signora Kirchner ha risposto a tali espressioni, abbracciando spesso, commossa, chi le esternava. Per le strade, invece, la gente, moltissima piangendo, si è riversata sull'auto che trasportava la bara, sommergendola di omaggi floreali e bandiere. Le esequie di Nestor Kirchner sono state anche caratterizzate dall'arrivo a Buenos Aires di otto capi di stato della regione (Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Uruguay e Venezuela). Tutti hanno sostato a lungo nella camera ardente, un chiaro segno politico della crescente integrazione della regione, che lo stesso ex presidente argentino stava portando avanti come segretario dell'Unasur, l'organismo che raggruppa 12 Paesi latinoamericani. Di particolare spicco in merito, non solo che il venezuelano Hugo Chavez ha voluto essere presente anche a Rio Gallegos, ma anche che il brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, a sole 48 ore dal ballottaggio presidenziale, ha voluto portare con sè a Buenos Aires la sua pupilla e candidata Dilma Rousseff. Un altro passo politico per indicare che, alla luce sondaggi che la Rousseff dovrebbe imporsi senza problemi, Cristina Fernandez sarà accompagnata da un'altra donna nella ardua sfida che l'aspetta, quella di continuare a governare l'Argentina senza aver al fianco il marito. Anche se, per alcuni analisti, come s'è visto ieri e oggi, lo potrà fare anche «con la forza della gente».