Larghe intese? No, serve solo più coraggio

Formigoni-La Russa, il match è al secondo round. E il presidente della Regione replica a muso duro al capogruppo di An alla Camera, preoccupato dalle trattative con il centrosinistra: «Non accetto che un alleato mischi le carte. In Lombardia non abbiamo bisogno di larghe intese, ma ricordo a La Russa che è stato Berlusconi a proporle a livello nazionale. O forse lui vuole mettersi in contrapposizione con Berlusconi?». La Russa nei giorni scorsi ha dato otto ai primi cento giorni della Moratti e contemporaneamente ha invitato Formigoni a non tentare larghe intese. Il governatore non ci sta: «Nessuno ha voglia di mutare forze e alleanze di governo. Non c’è alcun motivo di irritarsi. Qui non c’è fumo, c’è arrosto ed è il fumo che irrita, non l'arrosto». E l’arrosto è l’autonomia possibile attraverso il Titolo V della Costituzione.
Formigoni difende i suoi rapporti istituzionali con l’opposizione, sia a Roma che a Milano: «Serve coraggio e non paura». Le trattative sono per ottenere risultati concreti, ovvero fondi e poteri sulle infrastrutture da un lato e le regole del federalismo dall’altro. «In Lombardia vogliamo portare a casa più autonomia per tutti e stiamo tentando una riforma costituzionale per la quale serve il sostegno del centrosinistra e del centrodestra» spiega il presidente della Regione. L’intelligenza con l’Unione ha obiettivi altrettanto pesanti a Roma: «Se non parlassi tutte le settimane con Antonio Di Pietro, Romano Prodi e Enrico Letta non potrei ottenere risultati su finanziamenti e poteri concedenti per le infrastrutture».