Larsson, velista-scrittore che odia il giallo svedese

Un cognome ingombrante (non ha nulla a che vedere con l'omonimo Stieg) e una passione per il viaggio, possibilmente lento e faticoso. E ora si accinge ad ammazzare il classico giallo nordico: &quot;Troppo povero di umorismo&quot;. <strong><a href="/video/bjorn_larsson/id=svedese_larsson">Guarda la video intervista
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Milano - "La barca a vela? La consiglio a tutti, è il modo più lento per spostarsi da un posto all'altro". Questo è Björn Larsson, docente di letteratura francese, scrittore e velista. Che non è uno sport, almeno nel suo caso, ma un modo preciso e circoscritto di scrivere la vita. Una specie di elogio dell'allungatoia. Svedese, classe 1953, non ha niente a che fare col suo omonimo Stieg. Innanzitutto perché è vivo e in ottima salute, ma non solo... Ha scritto di mare, di pirati, di assassini e di cospirazioni internazionali. Una vita scritta in rada, a galla tra il romanzo giallo e la grande narrativa di viaggio.

Professor Larsson, vela e libertà sono due elementi che ricorrono spesso nella sua narrativa, come mai?
"Per circa sei anni ho abitato su una barca a vela, spostandomi ogni tanto da un porto all'altro. Mi piaceva l'idea di una casa viaggiante".

Un camper non era più comodo?
"Un camper ha bisogno dei parcheggi per poter sostare e delle autostrade per potersi muovere. Con la barca ci si può spostare ovunque. Poi è diverso il modo di viaggiare. La barca a vela è lenta e scomoda, è il modo più lento per sposarsi da un posto a un altro".

Un amore per il mare a 360 gradi, dal Rustica, la sua storica imbarcazione, ai pirati come Long John Silver...
"La mia barca non è il più il Rustica, ora l'ho venduta e ne ho un'altra. I pirati dell'antichità, quelli della tradizione, non erano tutti cattivi. Si davano alla pirateria per sfuggire dalla violenza dei capitani delle navi mercantili e a bordo delle loro imbarcazioni da "corsa" mettevano in atto delle regole egualitarie. Dividevano il bottino, eleggevano il loro capo, rispettavano un codice comune e in un certo senso combattevano contro le ingiustizie e l'imperialismo".

Parla sempre di mari del Nord e non solca mai, né con la penna né con la barca, il nostro Mediterraneo. Non le piace?

"No, non mi piace molto. C'è troppo traffico ed è quasi impossibile riuscire ad attraccare in un porto. Ci sono così tante barche che ti senti di troppo... E sa cosa succede?"

No...
"Che non si riesce a conoscere nessuno. Io navigo per conoscere la gente. Se arrivi in autunno in un porticciolo della Scozia, vieni subito accolto dai pescatori o dagli altri velisti che sono in rada. L'arrivo di una barca diventa un evento e allora ci si conosce, si scambiano consigli e si beve insieme un bicchiere di whisky".

Il Mediterraneo non le piace, ma la letteratura italiana sì... Primo Levi, innanzitutto.
"Primo Levi è fondamentale. Non si può non leggere, ci deve sempre essere qualcuno che legga La tregua o Se questo è un uomo.

Professor Larsson, ci parli del suo prossimo libro e del suo prossimo viaggio.
"Il mio prossimo libro l'ho già scritto in svedese e dovrebbe uscire anche in Italia nel prossimo settembre. Questa volta ho voluto prendere un po' in giro il giallo svedese, un genere di gran moda ma assolutamente privo di umorismo. Il mio è un libro diverso, a partire dal titolo: I poeti e i morti non scrivono gialli".

E il viaggio?
"Andrò in Scozia, ovviamente in barca a vela. Il Paese mi piace tantissimo, la gente è accogliente e il paesaggio bellissimo. E si beve anche molto bene".

Buon viaggio