L'arte di alleggerire e il blazer non si piega

Capispalla destrutturati e giacche sfoderate in cashmere peso piuma, perfetti sempre

1964. Piazzola sul Brenta. Aldo Nicoletto risponde a un'esigenza dell'epoca, quella del «capo pronto». Non vuole, però, abbandonare l'alta sartoria, così raccoglie in un'unica azienda i migliori artigiani della zona, per offrire sì un completo preconfezionato, ma che rispetti i canoni della tradizione sartoriale. Oggi Belvest, sotto la guida del nipote Riccardo della Piazza, è un'azienda che persevera in quella direzione: la scuola artigiana resta il cuore della manifattura, che, grazie alle conoscenze e abilità che i dipendenti del nonno hanno trasferito di generazione in generazione, può contare su un savoir faire unico. Della Piazza, però, è riuscito anche a dare uno sprint tecnologico non indifferente, che ha portato Belvest ai vertici dei mercati giapponesi e americani. «Merito della qualità dei tessuti - in primis quelli biellesi, il lino irlandese, la lana inglese e il cashmere scozzese - e della bravura dei nostri sarti, che, ad esempio, sono riusciti a trasformare un cashmere 150 grammi in una giacca sfoderata, più leggera di una camicia. Insomma: tessuto, filo e un po' di magia», racconta l'imprenditore. Non solo.

«Abbiamo sviluppato tessuti tecnici con protezione termica, traspiranti e che posso essere lavati in lavatrice. Giacche comprese». E a proposito di giacche, fu il nonno Aldo a inventare un prodotto che tutti noi riteniamo contemporaneo, ma che invece nasce negli anni '70: «I primi capispalla destrutturati furono spediti in tutto il mondo, ma solo alla fine degli anni Novanta abbiamo registrato il marchio Jacketinthebox. Si tratta di una linea di giacche sfoderate e destrutturate, vendute ripiegate in un'elegante scatola, concepite per momenti di libertà, ma impeccabili anche in situazioni formali». Il primo su misura, invece, risale al 1978; ancora oggi è disponibile su richiesta da Tokyo a New York, passando per lo showroom aziendale, e quelli di Milano e Venezia: «Un'opera che richiede immensa abilità, altrettanta pazienza e soprattutto passione da parte dei nostri maestri sarti, oggi molto giovani visto che l'età media, su 300 dipendenti, è di 37 anni».

Come sarà l'uomo Belvest della primavera-estate 2019? Sicuramente Millennial, che sfugge alle etichette. Nascono così abiti e giacche multi-tasking, che abbattono le barriere tra tempo libero e lavoro, «come il travel blazer che resiste alle pieghe e all'acqua. Ci siamo presi anche la briga di realizzare una tasca anti-frode, che protegge le carte di credito - continua della Piazza -. Poi spiccano i capispalla realizzati con i filati naturali ottenuti dalla pecora nera, quindi non tinti, che acquistiamo da un fornitore locale, tra i pochissimi a tutelare questo patrimonio». Ancora: la giacca Novel Patch, con tasche piegate a origami, e Bespoke Double, reversibile con un lato di cotone ultrafine e l'altro di voile a scacchi. Infine, i colori cuore della collezione: il blu intensamente legato alla storia dell'azienda; il cord così estivo nella sua impalpabile leggerezza; il sunny red, dove l'intensità appare come consumata dalla forza della luce.

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