L'arte dei samurai tra leggenda e storia

Il Sol Levante fa tappa a Milano. A Palazzo Reale apre <em>Samurai</em>, mostra dedicata ai leggendari guerrieri che
governarono il Giappone per settecento anni: <strong><a href="/video.pic1?ID=samurai_trailer">guarda il video</a></strong>

Milano - Il Sol Levante fa tappa a Milano, precisamente a Palazzo Reale, dove da oggi è possibile visitare la mostra Samurai (www.mostrasamurai.it). Dedicata ai leggendari guerrieri che governarono il Giappone per settecento anni, la mostra propone oltre 90 pezzi, tra armature, spade, elmi e accessori vari, e un migliaio di pezzi della collezione giapponese del Castello sforzesco (guarda la fotogallery). "Ci sono armature che non servono per offendere ma per difendere e nel caso di Samurai una tradizione secolare, ma anche un progetto etico - ha spiegato l’assessore alla Cultura milanese, Massimiliano Finazzer Flory - il bello dei Samurai si esprime in quattro parole: armonia, rispetto, tranquillità, purezza. Valori in cui milano crede e di cui ha bisogno".

Viaggio storico nel Giappone Attraverso l’eccezionale nucleo di armature, elmi e accessori della collezione Koelliker, oltre a una serie di opere provenienti dalle "Civiche raccolte d’arte applicata e incisioni", verrà ripercorsa la storia sociale, politica ed economica del Giappone e della classe sociale che lo governò per quasi settecento anni. L’allestimento presso l’appartamento della Reggia di Palazzo Reale e i percorsi didattici assumeranno un ruolo essenziale in questa mostra. Numerosi eventi collaterali coinvolgeranno la città di Milano nell’esplorazione dell’immaginario samurai che in Occidente suscita da sempre un grande fascino e curiosità e che ancora sopravvive quale modello strutturale per aspetti importanti della società giapponese contemporanea come alcune grandi aziende che dalla tradizione samuraica provengono. L’ultima sala della mostra, allestita in collaborazione con Yamato Video, sarà dedicata al mondo dell’animazione e dei manga giapponesi soffermandosi in particolare modo sulla straordinari epopea dei robot della Goldrake generation che altro non sono che una trasposizione futuribile delle armature e del mondo dei samurai.

I contenuti della mostra Per sette secoli il Giappone è stato governato da una casta militare - i bushi – che ha lasciato di fatto all’imperatore una sovranità di tipo sacerdotale. L’abbigliamento da guerra dei samurai è quindi sempre stato considerato, anche in periodo di pace, come un importante segno di comando e di condizione sociale. La necessità di distinzione della casta di potere ha talvolta, a seconda dei periodi storici, prevalso sulla funzione protettiva dell’armatura, portando alla realizzazione di armature dalla bellezza stupefacente, impreziosite da ornamenti di pregevole fattura. La Collezione Koelliker di armature giapponesi costituisce una raccolta pressoché unica in Europa per numero e qualità dei pezzi, certamente una delle più importanti al di fuori del Giappone. Gli esemplari sono tutti in ottimo stato di conservazione e provengono esclusivamente da samurai di alto rango, se non da daimyo (signori feudali). Completano la rassegna alcuni oggetti provenienti dalle "Civiche raccolte d’arte applicata e incisioni - raccolte extraeuropee", tra cui una bardatura da cavallo completa di armatura e maschera da guerra. L’esposizione presenta quindi una selezione di circa novanta pezzi tra armature complete, elmi, forniture per spada e altri accessori per samurai, realizzati tra il periodo Azuchi Momoyama (1575 – 1603) e il periodo Edo (1603 – 1867). In questo secondo periodo vissero samurai leggendari come Miyamoto Musashi, il più grande maestro dell’arte della spada e protagonista del famoso romanzo di Yoshikawa Eiji, venduto in oltre centoventimilioni di copie e ispiratore di almeno quindici versioni cinematografiche. I samurai avevano il privilegio di portare due spade, il cognome e avevano il diritto di "uccidere e andarsene" (kiritsuke gomen). In seguito alla diffusione in Giappone del buddismo zen i samurai si dedicarono alle tecniche di meditazione per acquisire maggiori poteri intuitivi e conoscitivi, ma anche per cancellare paure ed esitazioni, per raggiungere un totale autocontrollo, accettando il flusso degli avvenimenti non opponendosi a essi con violenza.

Un "tuffo" nell'arte della guerra La mostra consentirà di ammirare straordinari esempi di tosei gusoku e di conoscerne la storia, le tecniche costruttive, le principali scuole di armaioli e infine scoprirne gli elementi da cui sono formate. La tosei gusoku sostituisce la ô-yoroi del periodo medioevale, in quanto più agevole in battaglia, ma anche più resistente e confortevole. Concepita per far fronte a una situazione di guerra civile, paradossalmente rimase in voga anche per il successivo periodo di pace, diventando un importante simbolo di status sociale e non più un mezzo di difesa. Lo sfarzo di lacche e legature colorate, l’impiego di bordure e ornamenti cesellati e dorati e la continua ricerca di decori insoliti sono la vera caratteristica delle armature tosei gusoku. L’elmo giapponese, il kabuto, costituisce una sezione a parte della mostra per la sua particolare qualità. Il kabuto è l’elemento dell’armatura che da sempre ha suscitato maggiore ammirazione, non solo per l’elevato potere di espressività delle sue forme, ma anche per le raffinate soluzioni tecniche adottate nella sua realizzazione. Il kabuto è tra gli elementi più importanti del corredo armato, il primo che istintivamente si nota, ed il primo che tradizionalmente viene indicato nello studio critico del corredo.

Il catalogo della mostra Il catalogo, edito da Mazzotta, mira a divenire uno dei testi di riferimento essenziali nella letteratura internazionale sull’argomento, venendo così a "togliere un velo" su quegli aspetti sociali e culturali che ruotano intorno alle figure mitiche dei Samurai. Il volume, a cura di Giuseppe Piva, prevede un saggio tecnico descrittivo delle armature giapponesi e una storia di questa parte della Collezione Koelliker, con la riproduzione a colori di tutti gli oggetti esposti, nel loro assemblaggio completo e nei dettagli. Altri studiosi sono stati chiamati a partecipare al progetto, tra cui Francesco Civita, curatore della sezione giapponese del Museo Stibbert di Firenze, per una storia del collezionismo europeo in questo settore, e Gianni Fodella, per un’inquadratura storico – economica della società giapponese del periodo Edo.

Le visulaizzazioni straordinarie Hyphen-Italia ha offerto un contributo fondamentale all'utilizzo della tecnologia nell'ambito della mostra. La soluzione HSL360 garantisce una fruibilità sul web delle opere della collezione Koelliker in esposizione, con una straordinaria cura per il dettaglio. Con un alone di magia, sul sito della mostra è possibile "assaporare" tutte le opere della mostra a 360 gradi. In questo modo gli utenti della mostra possono fruire delle opere in modo virtuale godendo delle opere possono attraverso tutte le angolazioni. insieme al focus via web offerto da Hyphen-Italia spicca la possibilità di richiedere e ottenere in tempo reale sul proprio portatile il jpeg dell'oggetto ammirato seguendo l'indicazione di un codice posizionato sotto l'opera. 

LA MOSTRA
Samurai, a cura di Giuseppe Piva e della Fondazione Mazzotta
Palazzo Reale, piazza del Duomo 12, Milano
dal 25 febbraio al 2 giugno
sito: www.mostrasamurai.it