L'arte della mediazione (tra le frontiere) per snellire i tribunali

Domani e venerdì a Firenze la prima conferenza internazionale sul tema della risoluzione delle controversie, promossa da Resolutia. Saranno presentati gli strumenti per negoziare tra parti contendenti, anche in videoconferenza. I benefici per il sistema giudiziario. Con l'ok della Ue

Domani e venerdì (20 e 21 ottobre) a Firenze si parla di mediazione transfrontaliera, «Mediation in cross-border disputes», si tratta della prima conferenza internazionale sul tema. L'evento, patrocinato dal ministero della Giustizia polacco e della Bassa Sassonia, nonché dal Comune di Firenze, è organizzato da Resolutia, associazione di professionisti nel settore delle Adr (che ha lo scopo di promuovere e di diffondere l'utilizzo di metodi alternativi di risoluzione delle controversie), in collaborazione con le due società di consulenza culture.communication e Steinbeis Beratungszentrum Wirtschaftsmediation, entrambe tedesche.
All'evento parteciperà una ricca rosa di relatori di fama internazionale, tra cui William Ury, uno dei fondatori del Programma Harvard per la risoluzione dei conflitti, attuale membro senior del progetto «Harvard negotiation project». Il suo libro L'arte del negoziato è stato tradotto in numerose lingue e venduto in milioni di copie. La mediazione per le controversie transfrontaliere e interculturali assume un'importanza strategica significativa. Nel settore aziendale la mediazione viene impiegata non solo per risolvere controversie tra imprese, ma anche per prevenire e comporre conflitti all'interno delle stesse equipe di lavoro, i cui componenti appartengano a differenti realtà culturali.
Il vantaggio della mediazione rispetto ai procedimenti giudiziali, oltre all'indubbio risparmio di denaro e tempo, consiste nell'elaborazione di una soluzione condivisa del conflitto, che permette di salvaguardare i rapporti, anche in funzione di una collaborazione nel futuro.
Tanto più che lo scorso 13 settembre il Parlamento europeo si è espresso sull'attuazione della Direttiva sulla mediazione, la 200/52/CE. La direttiva è stata emanata al fine di favorire l'armonizzazione, nonché la rapida ed economica composizione delle liti tra le parti attraverso la conciliazione. Tra i vari aspetti, la Direttiva consente agli Stati di rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione o di sottoporlo a incentivi o a sanzioni, sia prima che dopo l'inizio della procedura giudiziaria, mantenendo però la possibilità delle parti di esercitare il loro diritto di accesso al sistema giudiziario. Il Parlamento ha sottolineato come in alcuni Stati, tra cui l'Italia, si siano raggiunti risultati positivi in termini di efficienza delle procedure extragiudiziali. Da Strasburgo si osserva che nel sistema giuridico italiano la mediazione obbligatoria sembra raggiungere l'obiettivo di diminuire la congestione nei tribunali, e rilevano che in Italia la mediazione può contribuire a una soluzione extragiudiziale conveniente e rapida delle controversie attraverso procedure adeguate alle esigenze delle parti. Viene perciò auspicata l'adozione di norme comuni per l'accesso alla professione di mediatore per favorire un livello di professionalità elevata, attraverso un sistema di accreditamento dei mediatori che possa essere condiviso in tutti gli Stati dell'Unione.
«L'incontro di Firenze vuole rispondere alle esigenze di molte imprese, enti, professionisti e cittadini che si devono confrontare con paesi stranieri per la risoluzione di controversie - riferisce Cristiana Marucci, avvocato e socia di Resolutia, communication manager del progetto elaborato nell'ambito del programma Civil Justice - fornendo metodi e strumenti pratici ed efficienti in tema di gestione dei conflitti, tra cui il nuovo sistema di gestione telematico».
Uno degli strumenti privilegiati attraverso cui verranno gestiti i procedimenti di mediazione sarà la piattaforma online, che permetterà l'abbattimento delle barriere tra le parti, per mezzo del collegamento in videoconferenza. «La piattaforma online consente di oltrepassare i confini tra gli Stati, le barriere culturali ed economiche favorendo così la riuscita della conciliazione».
Dopo la chiusura della conferenza, il 21 ottobre 2011, William Ury terrà un workshop analizzando casi pratici. «La mediazione come metodo moderno per la risoluzione di controversie non può più essere ignorata. Proprio in caso di conflitti transfrontalieri e interculturali può garantire soluzioni che assicurino la tutela dei diritti e delle esigenze di tutti», conclude il segretario di Stato del ministero della Giustizia della Bassa Sassonia, Jürgen Oehlerking.