Lascia Blunkett ministro scomodo del governo Blair

Erica Orsini

da Londra

«Sono veramente dispiaciuto per l'imbarazzo causato a Tony Blair. Ho fatto degli errori ed ora ne pago il prezzo». Si è dimesso ieri per la seconda volta David Blunkett, ministro del Lavoro britannico e già ministro degli Interni nel governo Blair. Già costretto ad abbandonare il suo incarico nel 2004, in seguito ad uno scandalo per una relazione con una donna sposata e per un abuso d'ufficio, Blunkett era stato richiamato nell'esecutivo laburista sei mesi dopo, ma non ci è rimasto per molto.
Da giorni era infatti al centro di feroci polemiche per un caso di conflitto d'interessi. Aveva infatti accettato degli incarichi retribuiti nel periodo in cui non era in carica, infrangendo le regole imposte agli ex ministri. Per un periodo di due settimane Blunkett aveva assunto la direzione della società Dna Bioscience - acquistandone anche delle azioni - proprio prima delle elezioni politiche di maggio, quando risultava «disoccupato». Non aveva però consultato l'apposita commissione parlamentare per gli ex ministri prima di accettare il lavoro, una «svista» inaccettabile per un politico inglese. Ieri mattina un suo portavoce ha dichiarato che Blunkett riteneva la sua attuale posizione «indifendibile» e per questo motivo aveva deciso di dimettersi.
Più tardi in una conferenza stampa è stato lo stesso Blunkett ad ammettere di aver commesso un grave errore non consultando la commissione parlamentare. «Non ho fatto però nulla di sbagliato acquistando azioni della Dna Bioscience - ha ribadito Blunkett -: investire in un Paese moderno non è un crimine». Le dimissioni hanno creato notevole imbarazzo al governo Blair e ne compromettono la credibilità. Ieri, il posto di Blunkett non è rimasto vuoto neanche un minuto più del necessario. Il ministro è stato infatti sostituito da John Hutton, ex avvocato e già cancelliere del ducato di Lancaster.