Lascia la tonaca come il fratello e fugge con una donna sposata

Palermo, il quartiere Zen uccide le vocazioni. In un mese due giovani sacerdoti, consanguinei, s’innamorano e abbandonano la parrocchia

Mariateresa Conti

da Palermo

Che un sacerdote lasci la tonaca per amore è un fatto raro, ma non del tutto insolito. Ma che ben due preti, fratelli, che prestano il loro ministero nella stessa parrocchia, facciano a distanza di poche settimane la stessa identica scelta questo sì che ha davvero dell’incredibile. Ed è proprio questo, invece, quello che sta vivendo lo Zen, quartiere di frontiera di Palermo: poco più di un mese fa la notizia che don Massimiliano Cerilli, 34 anni, aveva deciso di lasciare il sacerdozio perché si era innamorato di una giovane parrocchiana; ora lo choc-bis, con l’addio alla parrocchia del quartiere pure del fratello, don Tonino Cerilli, 27 anni, anche lui, a quanto sembra, innamorato di una donna dello Zen, per di più già sposata.
Neanche l’autrice di Uccelli di Rovo sarebbe riuscita a immaginare quello che invece, in realtà, sta accadendo in questa zona difficile di Palermo. Sotto choc il quartiere, una frontiera dai mille bisogni retta fino a un anno fa da un sacerdote dal forte carisma, diventato con la sua lunga attività il simbolo dell’impegno e della voglia di riscatto, padre Domenico Gallizzi. E in imbarazzo anche la Curia e i responsabili della congregazione di appartenenza dei due fratelli sacerdoti, quella del Verbo incarnato, che si dicono fortemente dispiaciuti.
Don Tonino ha lasciato la parrocchia a fine luglio, una decina di giorni dopo il fratello Massimiliano. Giustificazione ufficiale, la necessità di stare vicino alla madre e alla sorella, sconvolte dopo il clamore suscitato dalla vicenda di Massimiliano. Nel quartiere, però, si mormorava. Si diceva che anche il giovane don Tonino avesse gli stessi problemi del fratello, che pure la sua vocazione fosse stata messa in crisi dal sentimento nato, tra messe e attività parrocchiali, per una donna. Una situazione, quella di don Tonino, ancora più complicata, dal momento che, secondo il tam tam dei pettegolezzi di quartiere, la ragazza sarebbe anche sposata. L’assenza del sacerdote e il mistero sulla data del suo ritorno hanno alimentato le dicerie. E adesso le voci, insieme alla notizia che don Tonino non farà più ritorno allo Zen, sono state confermate dalla Curia arcivescovile di Palermo.
L’interessato, dal suo rifugio top-secret, cerca di smorzare i toni, e di ridimensionare la natura dei rapporti con la parrocchiana. Conferma però l’addio definitivo alla parrocchia dello Zen. A guidare la chiesa, in questo difficile periodo, è arrivato personalmente il provinciale della congregazione del Verbo incarnato, padre Ferdinando Vicchi, che ha affiancato il terzo sacerdote della congregazione al lavoro allo Zen, padre Ruben Andres Malconado. E adesso il compito di ricucire lo strappo che si è creato con i fedeli in seguito a questa incredibile doppia vicenda è stato affidato a un sacerdote forte di una lunga esperienza missionaria, padre Saverio, che ha lavorato per dieci anni in Sudamerica.
Ma come è possibile che in poco meno di un anno - tanto sono stati allo Zen i due fratelli Cerilli dopo il pensionamento di padre Gallizzi -, sia accaduto tutto questo? Tenta di dare una possibile lettura monsignor Salvatore Di Cristina, vescovo ausiliario del capoluogo siciliano: «Difficile spiegare il perché - dice - forse, abituati a una vita di comunità e con pochi anni di sacerdozio alle spalle, allo Zen si sono sentiti allo sbaraglio. Può anche avere influito il fatto di essere fratelli. Non possiamo certo giudicare quello che avviene nel cuore di ognuno. Un periodo di crisi può capitare a tutti, ma si deve cercare di affrontare in maniera matura».
Dopo tanto clamore, adesso, lo Zen vuole dimenticare. E spera molto nell’arrivo di padre Saverio. Quest’ultimo, 37 anni, una buona esperienza maturata nelle missioni della congregazione del Verbo incarnato in America latina, si è già messo al lavoro. Alterna le normali attività di sacerdote allo studio della lingua italiana, e ha deciso di ricorrere a una sorta di task-force per recuperare la fiducia dei parrocchiani. Tra una decina di giorni, il prossimo 15 settembre, arriveranno infatti seminaristi e suore, che andranno a cercare praticamente porta a porta gli abitanti della borgata.