Lasciano in auto il figlio down per andare a far shopping in centro

Denunciati i due ucraini Sono stati alcuni passanti a notare il ragazzo che non si sentiva bene

Volevano fare shopping e un giro turistico per Roma. E hanno pensato di lasciare il figlio di 18 anni, down, in auto sotto il sole di ieri (28 gradi all’ombra la massima) per oltre due ore e portarsi dietro solamente le altre due figlie. Per questo una coppia di ucraini ieri mattina è stata denunciata.
A far scattare l’allarme poco dopo le 11 sono stati alcuni passanti, quando hanno visto dentro una Mitsubishi nera, parcheggiata nei pressi di Fontana di Trevi, un ragazzo down accaldato e in evidente stato di agitazione. Accanto al giovane buste e pacchi di note boutique del centro storico. L’auto era in via di Santa Maria in Via, ferma per giunta in un parcheggio riservato ai disabili, dove si è radunato un fitto capannello di persone, turisti, impiegati e passanti. Qualcuno ha chiamato il 113, è sul posto arrivata la polizia e un’autoambulanza. La gente si scambiava sguardi increduli, chiedendosi come mai quel ragazzo fosse stato abbandonato in quelle condizioni, sotto il sole, perché gli agenti non lo tirassero subito fuori. Ma i poliziotti non volevano spaventarlo, perché temevano potesse avere, alla rottura del finestrino, uno shock ulteriore o una reazione violenta.
Intanto, all’interprete che cercava di convincerlo ad aprire lo sportello, il diciottenne continuava a ripetere che suo padre gli aveva detto di non aprire a nessuno. Ma si vedeva che non stava bene: era sudato, rosso in faccia, con i capelli bagnati appiccicati sulla fronte. Ma comunque irremovibile. A un tratto un funzionario ha disperso con fermezza la folla. «Andiamo - ha detto - che fate qui? non siamo a teatro e il ragazzo si spaventa ancora di più così».
La tensione si è sciolta solo poco dopo le 14, quando la polizia, rotti gli indugi, ha infine infranto il lunotto dell’auto, e poco dopo accolti da critiche e insulti, sono spuntati i familiari del ragazzo: papà e mamma con una bambina bionda di due anni in braccio e un’altra figlia più grande.
«Da noi nessuno si sarebbe allarmato - hanno cercato di spiegare i genitori - abbiamo detto a nostro figlio, che si stanca a camminare molto, di chiudersi dentro, perchè, nel nostro paese, il primo problema è la criminalità. Lì stava comodo, se aveva caldo avrebbe potuto aprire il finestrino». Intanto il ragazzo, finalmente fuori dall’auto, raccontava concitatamente alla sorellina piccola, l’avventura di cui era stato protagonista. Poi è stato visitato dagli operatori del 118, che hanno appurato le buone condizioni di salute.