Lasciateli cantare

U n musicista sul viale del tramonto: un brillante fallito di successo anche se il suo palcoscenico è stato soprattutto quello della vita. Con amarezza, ironia e grande comicità Thomas Cobb ci racconta il suo Crazy Heart: un romanzo e un autore di culto negli Stati Uniti che meritano di essere scoperti in Italia. Crazy Heart, diventato l’anno scorso un film da Oscar interpretato da Jeff Bridges, Colin Farrell e Robert Duvall, è il suo romanzo d'esordio (Einaudi, pagg. 282, euro 18): non il suo miglior libro ma un ottimo viatico per scoprire la sua opera. Nato a Chicago, Illinois, cresciuto a Tucson, Arizona (dove oggi insegna Letteratura) Cobb è tra i pochi scrittori contemporanei capaci di raccontare veramente l’America più profonda.
Cobb è stato definito «il nuovo Cormac Mc Carthy» dai critici americani, soprattutto per Shavetail, il romanzo (inedito in Italia) ambientato nel 1871 che racconta la storia del diciassettenne Ned Thorne. L’ovest, le sale da ballo, le ubriacature di birra, i grandi concerti e i personaggi che viaggiano veloci verso un fallimento o un successo, sono invece il mondo di Crazy Heart - che come dicevamo non è il suo capolavoro ma è il suo primo romanzo: e questo sì è importante, perché è il libro che gli ha aperto, in tutti i sensi, le porte della narrativa. Fino ai trent’anni Cobb ha infatti sempre scritto solo poesie. Poi a Houston e si è iscritto a un workshop universitario di scrittura creativa. Un’esperienza fondamentale perché, oltre ad immettere nella sua scrittura il concetto della disciplina, gli ha permesso di incontrare Donald Barthelme, tra i padri della letteratura postmoderna, che in seguito ha spinto molto la pubblicazione di Crazy Heart.
Il romanzo è il racconto di un perdente, di un musicista country, Bad Blake, che annega le proprie delusioni, ma il vero fascino della vicenda consiste nel fatto che - mentre vediamo cadere il protagonista - riusciamo a divertirci, ad assistere alle sue avventure con piena e profonda simpatia umana, con comprensione, col gusto di stare a sentire uno che «sa chiacchierare bene». Crazy Heart è una buona storia che si segue come un tour musicale: Houston, Nashville, Southern California. È una storia sorniona come il personaggio che la anima. Cobb fa molte ricerche per i propri libri. Proprio come Bad Blake va in giro a raccogliere pezzi di umanità e visioni. Una volta, parlando proprio di questa sua tendenza a documentarsi, ha scritto una frase che riassume il suo universo narrativo: «Tutti consigliano di scrivere su ciò che conosci. Ma credo che sia un pessimo suggerimento. Io penso che si debba imparare a conoscere su ciò che si scrive».