Lasciato libero di uccidere la ex Ci aveva già provato un anno fa

RomaAncora un delitto annunciato, ancora una morte che si poteva evitare. L’ennesima sconfitta per la giustizia. Eliana Femiano, 25 anni, l’altra notte è stata massacrata a coltellate dal suo ex fidanzato Luigi Faccetti, 24 anni, che si trovava ai domiciliari in un residence a Terracina, in provincia di Latina, per aver provato a uccidere la donna già un anno fa a Napoli.
L’altra notte il balordo è riuscito nel suo intento. Al culmine di una violenta lite, nata per motivi di gelosia, Faccetti ha afferrato un coltellaccio da cucina e si è scagliato ripetutamente addosso alla venticinquenne, senza risparmiare il volto. Un omicidio, quello avvenuto al primo piano della palazzina in via Capirchio, che ricorda molto da vicino quello di Maria Antonia Multari, straziata con 40 coltellate dall’ex fidanzato Luca Delfino, finito poi sotto processo anche per la morte di un’altra ex, Luciana Biggi, ritrovata nell’aprile 1996 con la gola squarciata a Genova. Storie simili, con epiloghi tragici e prevedibili. Faccetti come Delfino, molestatori ossessivi, violenti e incapaci di accettare la fine di un rapporto; Eliana come Luciana e Maria Antonia, vittime innocenti dei loro carnefici, ma ancor più di una giustizia incapace di proteggerle da killer annunciati.
Il 20 dicembre dello scorso anno Faccetti aveva usato lo stesso modus operandi, che l’altra notte è stato fatale. Dopo aver perseguitato e molestato per settimane Eliana, l’aveva accoltella in via Cusenz, a Napoli, dove lei viveva, ferendola con quattordici fendenti al collo. Ma la lama era piccola e la giovane si era salvata. L’aggressore si era costituito qualche giorno dopo a Secondigliano ed era rimasto in galera 8 mesi: ad agosto il gip di Napoli di turno «feriale» gli concesse i domiciliari a casa dei suoi genitori a Terracina, in considerazione del fatto che era incensurato, che aveva confessato e si era costituito. Il mese scorso , poi, la condanna a 8 anni di reclusione al termine del processo con rito abbreviato.
Ma domenica notte accecato dalla furia omicida è tornato a colpire, ripetutamente, con rabbia. Poi ha lasciato il corpo senza vita lì per terra e ha raggiunto il pronto soccorso di Villaricca, nel napoletano, per farsi medicare una ferita alla mano, fingendo di essersi ferito accidentalmente. Poco dopo è scattato l’allarme alle forze dell’ordine di Napoli e Faccetti è stato bloccato ieri all’alba a Giugliano.
Resta da capire cosa possa aver spinto la vittima da Napoli a Terracina. «Mia figlia è stata attirata in una trappola - si dispera la madre, Luisa Falanga -. I carabinieri devono visionare i filmati delle telecamere di via Cosenz. Eliana è uscita da casa alle 22, dicendo che sarebbe andata a ballare. Ero contenta perché da quando era sta accoltellata non usciva mai. Da quell’uomo fuggiva, non voleva vederlo, ne era terrorizzata. È probabile che qualche amica, complice di Faccetti, l’abbia convinta a uscire e l’abbia condotta a Terracina». L’unica certezza è che alle 8 ieri i carabinieri hanno chiamato la famiglia per annunciare il delitto.
«Non chiediamo vendetta, ma denunciamo l’incoscienza dei giudici che dopo appena 5 mesi di carcere hanno rimandato a casa una persona così pericolosa, che aveva già ridotto in fin di vita Eliana», piange lo zio Antonio Marauccio. «Nel corso di questi mesi è arrivata a casa qualche telefonata di minaccia, ma niente che facesse presagire questa tragedia - incalza la madre -. Chi paga ora, chi ce la restituisce Eliana? Questa vicenda rappresenta la sconfitta delle persone per bene».