L'assessore Croci: "Ecopass, le multe si potranno verificare su internet"

Croci: "Tutte le immagini scattate dalla telecamere disponibili sul sito del Comune. Errori? Il controllo finale è sempre affidato a un vigile". "Sulle contravvenzioni numeri esagerati: traffico e smog in calo"

Rallenta l’effetto Ecopass. A febbraio lo smog è diminuito molto meno (19 per cento) rispetto al mese di gennaio (30 per cento). E così il traffico, (meno 17,3 contro il meno 24,5). Un flop? È presto per dirlo. Di certo, invece, c’è il boom delle multe. Tantissime quelle in arrivo. Inevitabili e prevedibili per chi non ha rispettato le regole, molto meno per chi sarà vittima di uno dei tanti errori che rischiano di gettare tutta l’operazione «aria pulita» nel caos. Ma, annuncia l’assessore Edoardo Croci, «le immagini scattate dalle telecamere saranno messe su internet e gli automobilisti, ovviamente con un accesso riservato e inserendo una password personale, potranno verificare l’immagine sulla violazione notificata e controllare se si tratta della propria auto».

Al di là delle smentite ufficiali diffuse da Palazzo Marino per evitare, soprattutto in tempo di elezioni, di diffondere il panico, le cifre parlano al momento di 160mila contravvenzioni tra il 2 gennaio e il 10 febbraio. Cinque settimane e mezzo, moltiplicato per cinque (sabato e domenica le telecamere sono spente) e aggiunto tre fanno 28 giorni. Il che fa ben 5.715 verbali per ogni giornata di Ecopass. Una «sperimentazione» che, al momento, dà molti più problemi del previsto. Si perché anche in piazza Beccaria, quartier generale dell’assessorato, di fronte a simili cifre hanno strabuzzato gli occhi. E promesso verifiche su verifiche prima di spedire le multe. «Non è stata emessa alcuna contravvenzione Ecopass - annuncia laconico un comunicato ufficiale -, il numero dei veicoli sanzionabili è tuttora in fase di calcolo». Anche se chi ha accesso ai documenti conferma che al momento siamo proprio a quota 160mila. Ovviamente con la tara degli errori. Come, confermata da un tecnico, la confusione tra C e G nelle targhe.

Anche se molti disguidi potrebbero essere più banali, tipo chi al call center dà un numero di targa sbagliato e paga l’Ecopass per qualcun altro. Magari uno scontato da 50 ingressi e alla fine rischia di beccarsi 50 multe. E far lievitare il numero. Nessuna risposta arriva dall’Atm che ha allestito il sistema informatico dei pagamenti e dovrà fornire i dati da incrociare con quelli fotografati ai varchi. «Qualsiasi numero apparso finora è fantasioso - nega l’assessore Edoardo Croci - Atm sta ancora caricando dati, ad esempio quelli sui Rid. Stanno ancora lavorando: io più volte ho sollecitato tempi più rapidi, ma chiedo anche un lavoro accurato». Per ora gli automobilisti dovrebbero star tranquilli. La verifica finale dei casi dubbi, infatti, non sarà affidata al grande fratello telematico, ma a un vigile che leggerà a video la targa. In caso di dubbio, sembra promettere il Comune, la multa sarà annullata. «Il margine di errore alla fine sarà bassissimo». Aspettare per credere.
Intanto Roberto Miglio sprona gli automobilisti all’autodifesa. «Ricorso, ricorso, ricorso - l’invito dello storico sindacalista dei ghisa -. Una media di oltre 5mila multe al giorno non è assolutamente possibile. Avevamo detto di conservare le ricevute di pagamento e che ci sarebbero state molte sorprese. Prevedibile sapendo quanto poco siano aggiornati i registri del Pra, il registro automobilistico e come funzioni la burocrazia. Alla fine l’Ecopass non serve a nulla per battere lo smog, molto invece a far incassare soldi al Comune». All’attacco anche il centrosinistra. «I casi sono due - le parole del capogruppo del Pd in Comune Marilena Adamo - o le multe sono vere e la giunta non vuole tirarle fuori perché siamo in campagna elettorale, oppure il sistema di riconoscimento delle targhe non ha funzionato, ma è dal 2 gennaio che non funziona. Croci a ogni modo, ci deve dire che cosa intenda fare e accertati i fatti cambiare il responsabile del disservizio».