L'asta del film porno di Marilyn Monroe fa flop Ma è davvero lei la donna del cortometraggio?

Venduto al ribasso il cortometraggio pornografico girato da una giovanissima presunta Marilyn Monroe: arrivate solo 3 offerte, ben lontane dal prezzo di partenza fissato in 500mila dollari. Polemiche sulla veridicità del video

Buenos Aires - Fallita l’asta di una delle due sole copie del cortometraggio pornografico girato da una giovanissima Marilyn Monroe: in occasione della fiera dei collezionisti-cinefili in programma a Buenos Aires le offerte per pellicola hanno raggiunto solo la metà del prezzo di partenza, fissato in 500mila dollari. Il cortometraggio in bianco e nero, di circa sei minuti, venne girato nel 1946 e mostra l’attrice americana, allora quasi 21enne - e quindi, negli Stati Uniti, minorenne - e nota ancora con il suo vero nome, Norma Jean Baker, al fianco di uno sconosciuto. La pellicola era di proprietà di un collezionista spagnolo, i cui eredi hanno deciso di affidarne la vendita a Mikel Barsa, che ha già venduto l’unica altra copia conosciuta al mondo di questo cortometraggio.

Dubbi sulla reale identità Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, non mancano i dubbi sul fatto che l’attrice in questione sia veramente Marilyn, ma resta il fatto che alcuni dei gioielli indossati dalla giovane ricompaiono in foto e film posteriori, mentre i documenti dell’Fbi - che indagò sul rodaggio del film - riportano il nome di Norma Jean Baker. Comunque sia alla fine la vendita a Buenos Aires è stata un flop, perché il video con prezzo iniziale di 500mila dollari è stato un flop.

Polemiche sul cortometraggio Il suo proprietario, Mikel Barsa, ha incolpato in gran parte le voci secondo cui l'attrice del film non sarebbe la Monroe prima di diventare famosa, come lui sostiene, ma un'altra donna. Lo ha sostenuto fortemente la portavoce degli interessi della diva, Nancy Carlson. Barsa ha aggiunto che sta valutando con i propri legali gli avvertimenti sulla diffusione del video, perché è stato avvisato che potrebbe essere denunciato per frode e violazione della proprietà intellettuale se la vendita non fosse annullata.

Il prezzo di partenza era stato fissato a mezzo milione di dollari, ma le tre offerte avanzate, dagli Stati Uniti, la Norvegia e il Giappone, si sono fermate a 280 mila dollari nel primo caso e a 260 mila e 250 mila negli altri due. "Sono comunque soddisfatto per come sono andate le cose", ha detto l’organizzatore dell’evento