Il lato segreto del Verga fotografo

Che cosa c'è di più vero di una fotografia? Per il grande Giovanni Verga, indubbiamente c'era la sua penna e quel modo di coglier e fissare personaggi e sentimenti. Padron 'Ntoni, Nedda, Mastro Don Gesualdo o Turiddu: che cosa sono alcuni dei suoi personaggi se non fotografie precise dell'animo umano? Tu chiamalo se vuoi, realismo. Meglio, verismo: come uno scatto fotografico per l'appunto. È per questo che il maestro di Catania, fra i padri del verismo italiano, sviluppò sempre insieme all'amico e collega di corrente letteraria, Luigi Capuana, quasi fosse un predestinato, anche una propensione alla fotografia in una carriera, parallela, coltivata nel silenzio e nella precisione degli scatti. La sua produzione in pellicola è purtroppo frammentaria: del suo album non restano stampe, ma solo negativi a rotolo e lastrine. Anche i soggetti sono lacunosi: nonostante i 20 anni trascorsi a Milano, fra il 1872 e il 1893, nel corpus fotografico dello scrittore siciliano, non resta alcuna immagine dedicata al capoluogo. I primi studi su Verga fotografo, poi, sono solo del 1970 grazie all'interesse dei critici Francesco Crispolti e Wladimiro Settimelli, patrocinati dal Centro Informazioni 3M di Milano che ancora oggi custodisce parte del materiale che è confluito in «Lombardia fine '800, dalle fotografie di Giovanni Verga e …dintorni», la mostra, che apre oggi per i prossimi tre fine settimana a Malgrate, alla quadreria «Bovara reina». Già la disposizione nel salone della quadreria, un ex filanda restaurata lo scorso anno, è assai suggestiva. Curata da Roberto Mutti e da Luigi Erba l'esposizione accosta un corpus di scatti dello stesso Verga e una serie di immagini anonime che dimostrano una somiglianza sorprendente con il tratto dell’autore. A curare l'allestimento è stata la squadra dell'Istituto archivio storico della Provincia di Lecco capitanata da Pierfranco Mastalli. Le riproduzioni delle foto di Verga occupano tre lati del salone principale della quadreria: si tratta di circa 25 scatti dedicati ai paesaggi lombardi, dal lago Maggiore a quello di Como, dalla Valtellina con Bormio e Premadio.